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Caso Crescent, Villani: “Non è mai capitato che la Soprintendenza per opere analoghe avesse fatto scadere i termini”

Il 24 febbraio 2010 sono i carabinieri, che su mandato della procura di Salerno indagano sul Crescent, a recarsi in Soprintendenza per interrogare l’ex responsabile del procedimento Crescent, Giovanni Villani, indagato.

Il funzionario parte dalle origini: da quando, nel 2008, il Comune di Salerno invia alla Soprintendenza il Pua dell’area di Santa Teresa e l’autorizzazione paesaggistica bocciata a dicembre scorso dal Consiglio di Stato.

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La prima richiesta di integrazione al Comune di Salerno è datata 15 aprile 2008. Palazzo di Città risponde, ma l’allora soprintendente Anna Maria Affanni (indagata) – “in considerazione della delicatezza dell’opera” – decide di inviare tutta la documentazione al Comitato tecnico scientifico di Roma e avverte il Comune della sospensione dei termini, di modo da non far decorrere i famosi 60 giorni utili per rilasciare il parere. Ma al Municipio cosa fanno? Rispondono che per loro il procedimento è già concluso, inviano il progetto definitivo (con tanto di autorizzazione paesaggistica), osservano l’ulteriore richiesta di integrazione e ottengono dalla Soprintendenza il parere favorevole per “mancato esercizio del potere di annullamento“.

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Quando la Soprintendenza, a luglio 2009, chiede una integrazione al Comune di Salerno, il responsabile del procedimento è Gennaro Miccio (attuale soprintendente). Villani non si occupa più del caso, ma alla domanda degli inquirenti su “quante altre volte la Soprintendenza ha fatto scadere i termini per un parere, facendo così formare un silenzio-assenso“, il funzionario risponde così: “Non è mai capitato che la Soprintendenza per opere analoghe abbia fatto scadere i termini“. E nel caso del Crescent va nei dettagli.

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Un breve accenno all’ispezione disposta dal Ministero dei Beni culturali (di cui ha parlato anche Miccio agli inquirenti) chiude l’interrogatorio di Giovanni Villani: il primo e l’ultimo, dal momento che, dopo l’avviso di conclusione indagini, il funzionario si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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