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Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Caso Mastursi, il Pd sapeva della “trattativa salva De Luca” già prima delle perquisizioni a Palazzo Santa Lucia

Il ministro Orlando, che di recente ha ammesso la sua contrarierà alla candidatura di Vincenzo De Luca (indagato per concussione per induzione), era al corrente dell’inchiesta della Procura di Roma sulla “trattativa salva De Luca“.

Il procuratore capo Giuseppe Pignatone lo aveva messo al corrente, inviandogli gli atti della squadra mobile di Napoli, il 2 ottobre scorso, 17 giorni prima – dunque- della perquisizione a casa e nell’ufficio dell’ex capo staff Nello Mastursi.

Gli atti trasmessi al Ministero della Giustizia – ma anche alla Cassazione, al Csm,  e alla Procura Generale della Corte d’Appello di Roma – sono le decine di intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dalla squadra mobile dal 16 luglio al 7 settembre scorso, periodo in cui il governatore deve dividersi tra la grana dei ricorsi intentati contro la sospensione dettata dalla Legge Severino e le nomine in sanità.

16 luglio, ore 14.45. Mastursi incontra Giuseppe Vetrano (coordinatore delle liste regionali di De Luca ad Avellino). I rispettivi cellulari si agganciano a due celle distanti pochi metri l’una dell’altra. Dopo l’incontro segue un sms con cui Vetrano chiede a Mastursi: “è urgente incontro con te e Coscioni per la questione sanità di cui ti ho parlato. Mi devi dare invece un appuntamento per la persona di cui ti parlai al ristorante che dovrebbe parlare anche con il consulente sanità (Enrico Coscioni, ndr)”.

17 luglio, ore 17.22. Giorgio Pozziello racconta (al telefono) ad E.A. l’incontro avvenuto con Vetrano, Gianfranco Brancaccio e Guglielmo Manna (marito della giudice Anna Scognamiglio). E poi dice: “Ho conosciuto quello di Salerno, mi sono incontrato. Con il sindaco. Poi dopo c’è stata una cosa ancora più importante con gli avvocati suoi. Ho detto: vedete che ci sta una persona che rischia di morire tra due giorni…i fatti stanno così…così e la moglie di questo mio amico la può salvare…volete accettare questa cosa?“. L’incontro sarebbe avvenuto all’Hotel Ramada a Napoli.

20 luglio, ore 19.17. Vetrano si vanta con E.I. di avere un “credito inesigibile, come quello che la Germania ha sulla Grecia” sulla questione delle nomine ad Avellino. “Va bene – replica l’amico – ma abbiamo qualche santo positivo o no?”. “E si…Gesù“, risponde Vetrano.

22 luglio 2007. Il Tribunale civile di Napoli accoglie il ricorso di De Luca contro la sospensione della Severino e la notizia è già su tutti i giornali on line. Il giudice relatore del provvedimento è Anna Scognamiglio, la moglie dell’amico Guglielmo Manna che mira ad un posto da dirigente sanitario ad Avellino, accontentandosi anche di Benevento e Caserta pur di “scansare la camorra“. Dalla 14.36 alle 18.27 si susseguono continue telefonate tra Manna, Brancaccio, Pozziello e altre persone (identificate dalla pg) per commentare la notizie. “Hai visto? E’ stata mantenuta la promessa“, esulta Pozziello. “Mò restando solo che mò loro mantengono le loro. Incrociamo le dita” è la replica. Il motto è aspettare lo step successivo, che arriva dopo una settimana.

29 luglio, ore 14.10. Brancaccio, in compagnia di Manna, telefona Vetrano per sollecitarlo a chiedere un appuntamento in Regione. Dopo qualche ora, l’aspirante politico avellinese manda un sms a Mastursi per chiedere un appuntamento. Il capo staff di De Luca fissa l’incontro al 3 agosto alle tre del pomeriggio.

30 luglio. Pozziello chiama a casa di Manna. Risponde sua moglie, Anna Scognamiglio (che ha dichiarato di essere separata con suo marito), che gli passa l’uomo.

3 agosto, ore 15. Vetrano (arrivato da Ischia), Brancaccio e Manna varcano l’ingresso di Palazzo Santa Lucia, dopo aver ottenuto tre pass da Mastursi. Ne usciranno alle 16.12 e, dopo due ore, la giudice Scognamiglio ricontatta Manna, dopo averlo già chiamato in mattinata. “Che è successo?“, chiede il magistrato. “Abbiamo fatto questo incontro, non sappiamo se farà qualcosa per fine settimana o se sposta all’ultima di agosto“, risponde Manna. “E quindi?“, insiste il giudice. “E niente, ci sarà un altro incontro però telefonico venerdì mattina e saprò qualche altra cosa, sennò se ne parla l’ultima settimana di agosto quanto tornano tutti a lavorare“.Marito e moglie si sentono al telefono altre due volte nel corso della giornata. Nell’ultima telefonata delle nove di sera, Manna spiega a sua moglie che il suo nome è stato annotato su un block notes.

5 agosto, ore 17.11. Una intercettazione ambientale svela i commenti di Manna, Brancaccio e Vetrano sull’incontro in Regione. Non si risparmiano commenti su Enrico Coscioni (consigliere politico di De Luca per la sanità), considerato “tracotante” e “meglio che venga evitato” e sul vicepresidente Fulvio Bonavitacolal’uomo forte di De Luca“.

6 agosto, ore 15.49. Vincenzo De Luca telefona a Enrico Coscioni per discutere della nomina all’Asl di Salerno. Omissis…Coscioni: “Enzo, ma non riusciamo a vederci io e te perchè devo dirti due o tre cose proprio importanti“. De Luca: “Eh non lo so”. Coscioni: “Cardarelli, ospedale del Mare, Napoli 1“. De Luca: “E lo so, ma questi non è che facciamo adesso niente…perchè…“. Coscioni: “Ma Salerno facciamo?“. De Luca: “Voglio fare solo Salerno domani per ragioni simboliche oltre che funzionali, perchè sennò ci sputano in faccia“. Coscioni: “Mi puoi dire pure chi è?“. De Luca: “Rifacciamo Attilio (Bianchi, ex manager dell’ospedale Ruggi; ndr), mi sembra la cosa più matura che abbiamo“. Coscioni: “Asl di Salerno?“. De Luca: “No Asl, azienda“. Coscioni: “E Salerno Asl non facciamo niente?“. De Luca: “L’Asl stiamo vedendo chi c….ci sta“. Dopo qualche ora Coscioni chiama anche Mastursi.

8 agosto, ore 19.45. Manna ribadisce al suo interlocutore che “dobbiamo fare solo l’incasso di quello che dobbiamo avere” e poi esprime perplessità su Coscioni, che teme possa avere mire all’Asl di Salerno. Il marito del giudice viene tranquillizzato così: “Non ha i requisiti, dovrebbero fare una serie di inzamamienti e poi ho parlato anche con Amabile (Tommaso, consigliere regionale e ex sindaco di Fisciano; ndr).

13 agosto, ore 13.15. La notizia del reclamo di alcuni ex consiglieri regionali contro l’ordinanza del 22 luglio firmata dalla Scognamiglio. Si susseguono numerose telefonate Pozziello e Manna. Il primo è preoccupato, il secondo lo rasserena: “E’ normale amministrazione. Non si staccheranno dalle linee precedentemente adottate“.

24 agosto. Il Tribunale di Napoli rigetta il reclamo, ma venti giorni prima è la Scognamiglio a parlare con una sua collega su un presunto difetto di forma del provvedimento. Roberta Di Clemente chiedeva alla Scognamiglio perchè non aveva affrontato alcune questioni (mancanti di motivazione) e perchè non era stata citata in giudizio la Presidenza del Consiglio, che si era già costituita nel giudizio principale. “E’ la stessa domanda che si è incastrata nell’altro giudizio…te l’ho detto perchè non l’abbiamo potuto riunire…poichè questa è una domanda connessa con il nostro cautelare e poichè il nostro cautelare è sospeso, va sospeso anche quello in attesa della Corte Costituzionale“, è la risposta.

20 agosto, ore 13.12. Manna è nervoso perchè le nomine non sono state ancora decise, eccetto quella di Antonio Postiglione all’Asl di Salerno, e si sfoga al telefono con Brancaccio, rivelando che il giudice Roberta di Clemente, “ha fatto in modo che ad Anna (Scognamiglio, ndr), tocca praticamente il ricorso e Anna praticamente già deve fissare l’udienza per il ricorso principale” sulla sospensione di De Luca. “Uagliù ma a che gioco state giocando. Io voglio una risposta perchè se mi si dice vedremo, vedremo pure noi vedremo e vedremo poi chi si fa male. Che io non faccio il direttore generale e va bene, però tu non fai il presidente della giunta regionale. Io ho fatto un investimento il 17 luglio, il mio investimento ancora mi deve essere ritornato. A me mi conviene al contrario, a questo punto lo faccio cadere e mi gioco un’altra carta“.

1 settembre. Secondo incontro in Regione e stavolta viene chiesto a Manna di inviare il suo curriculum. Pozziello, al telefono, racconta cosa ha detto all’appuntamento. “Noi siamo venuti per non farvi stare in pensiero, perchè si sta avvicinando la data dell’undici settembre“, quando ciò al Tribunale di Napoli si sarebbe tenuta l’udienza sul ricorso contro il provvedimento della Presidenza del Consiglio dei ministri che sospese De Luca in virtù della Severino. “Perchè noi – ha aggiunto Pozziellonon millantiamo nulla“. Anche Manna, così, riprende fiato.

3 settembre, ore 9.50. Coscioni ammette al telefono con Ettore Cinque che in Regione si sono “incartati” sulle nomine.

4 settembre, ore 19.58. In auto, marito e moglie parlano dell’evolversi degli eventi. Manna, dopo aver tentato di contattare Brancaccio, chiede alla Scognamiglio spiegazioni sull’udienza dell’11 settembre. “Ma mò, l’11, devi fare la sentenza?“. “L’11 devo fare l’altro pezzo no…ho un altro pezzo dell’ordinanza De Luca..che palle, non finisce mai, sembra la storia infinita“.

5 settembre, ore 12.54. Vetrano, per la prima volta, fa esplicito riferimento alla vicenda giudiziaria di De Luca, lamentandosi di non riuscire a parlare direttamente con lui perchè i collaboratori del governatore lo impediscono. Vetrano dice di voler parlare con De Luca perchè vorrebbe ricostruire un partito ad Avellino e diventare il punto di riferimento politico.

7 settembre, ore 16.26. Manna invia il suo curriculum a Vetrano.

Le prime informative della squadra mobile si fermano qui.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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