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il vigile Domenico Napoli

Processo al nigeriano, il vigile: “nessuna aggressione”

Qualche anno fa erano le prostitute, ora, che si fa il processo al nigeriano, i “nemici” di Salerno sono gli ambulanti, i caldarrostai e i questuanti.

E, mentre il sindaco Vincenzo De Luca annota sulla sua agenda i rinvii delle cause giudiziarie che lo interessano – dal peculato alla decadenza e al fallimento della Ifil che riguarda suo figlio Piero – gli ambulanti continuano a stazionare sul corso Vittorio Emanuele e sul lungomare, i caladarrostai chiudono baracca e i questuanti mantengono la loro posizione di fronte ai vari supermercati.

Solo un giovane ha lasciato Salerno. E’ Abdul Kareem Usman, il nigeriano fatto arrestare dai vigili urbani, dopo la sceriffata del sindaco a via Capone che gli è costata anche una dura contestazione.

Abdul tornerà a Salerno il prossimo 23 dicembre, quando in Tribunale si terrà la seconda udienza del processo che lo vede accusato di aggressione e resistenza a pubblico ufficiale.

Quel giorno toccherà a uno dei due vigili testimoniare: all’agente cioè che ha rimediato un colpo al naso, lo stesso che, in realtà, ha già – in un certo senso – scagionato il nigeriano col sogno di diventare un calciatore.

Il vigile, che si chiama Domenico Napoli, durante la direttissima del 4 novembre, ha già spiegato al giudice Ubaldo Perrotta che Abdul non voleva colpire nessuno dei due agenti. E che se qualche ferita è scappata è stato solo perchè il giovane aveva tentato di fuggire.

Ma cosa è successo dopo la fuga di Abdul dall’auto della polizia municipale?

Lo racconta al giudice, sempre durante la direttissima, un secondo vigile: Angelo Vicinanza in forza all’Istituto di Vigilanza.

Avendo ricevuto l’allarme dai colleghi, Vicinanza si mette alla ricerca di Abdul. Dopo varie segnalazioni, troverà il giovane di fronte alla Questura, a pochi metri dal Comune di Salerno.

Abdul – spiega Vicinanza, sarebbe andato a denunciare la scomparsa dei suoi documenti. I documenti del giovane, però, erano rimasti in una borsa lasciata all’interno dell’auto dei vigili.

A quel punto, fermato dalla seconda pattuglia il nigeriano è stato arrestato. Senza opporre alcuna resistenza: è lo stesso Vicinanza a ribadirlo anche quando il giudice insiste nel chiedere se il giovane avesse avuto “atteggiamenti aggressivi o scorretti“.

E allora le ferite riportate dai colleghi e le “gomitate” di cui ha parlato De Luca in tv? Nelle testimonianza in aula non ce n’è traccia.

Anzi, quel giorno è ancora Domenico Napoli a spiegare nei dettagli come si è procurato la ferita al naso. “Mettendo io le mani con gli occhiali da sole che avevo – dice – lui con la testa si è alzato. Io non avevo neanche visto. Poi me lo hanno detto le persone in strada che mi colava il sangue“.

Il 23 dicembre, Adul tornerà in Tribunale con il contratto della nuova squadra di calcio napoletana che lo ha ingaggiato. Il giovane, è tra quei “precari del pallone” di cui parlò La Repubblica nel 2010 (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/08/10/precari-del-pallone-in-ritiro-per.html).

Quello stesso giorno anche Vincenzo De Luca dovrebbe andare in Tribunale. Comincia il processo sul Crescent. Ma il sindaco non ci sarà. Non ha mai partecipato ad un’udienza.

I due non si incontreranno mai.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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