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ingresso della statua di San Matteo al Comune di Salerno

Processione San Matteo, l’ingresso della statua nel Comune di Salerno nato dal binomio De Luca-Pierro

Processione San Matteo: si dice che sentori (di una protesta) non ce ne siano stati. O forse sì. Chissà se qualcuno non abbia messo in guardia la Curia di Salerno.

Si dice anche che il giorno che ha preceduto la processione di San Matteo ci sia stata una stretta di mano tra l’arcicescovo Luigi Moretti e alcuni capiparanza. Per siglare il rispetto delle nuove regole.

Si dice finanche che il capo della Diocesi salernitana abbia più volte tentato di parlare con il sindaco Vincenzo De Luca ma, a parte l’incontro tanto istituzionale quanto obbligato per l’inaugurazione della parrocchia di Brignano, nessuno dei due è uscito dai rispettivi Palazzi.

Adesso, scoppiata la “guerra” nel nome delle tradizioni sacre e profane, tocca scomodare la magistratura per individuare i responsabili di quanto accaduto durante la processione del Santo Patrono.

Il compito della Digos non è difficile. Ci sono foto, didascalie e filmati che circolano su Youtube (oltre a quello girato da TeleDiocesi già acquisito agli atti di inchiesta) e che sono molto chiari. Le ipotesi di reato sono state individuate e i protagonisti di questa storia fatta di santi e di politici continuano a rilasciare dichiarazioni pubbliche. Prima fra tutte quella di Moretti: “Nulla sarà più come prima“. E tutti i torti l’arcivescovo non ce li ha.

Perchè, è pur vero che in caso di condanna per offese alla religione e al ministro del culto i presunti responsabili (se individuati) saranno costretti a pagare un’ammenda (dai duemila ai seimila euro) col rischio della reclusione fino a due anni per turbamento delle funzioni religiose, ma è altrettanto certo che con le attenuanti generiche e l’incensuratezza la pena è sospesa. La giustizia terrena, anche in questo caso, poco incide.

Ciò che potrebbe cambiare invece è quella commistione tra potere temporale e potere spirituale che a Salerno, per decenni, si sono fusi pur restando, apparenetemente, ognuno nelle proprie posizioni. Senza però lasciare qualche segno che è entrato di prepotenza nella tradizione.

La prima volta che la statua di San Matteo ha varcato la soglia del Comune di Salerno è stato durante il binomio Vincenzo De Luca-Gerardo Pierro. Il sindaco era diventato il simbolo della città e della sua trasformazione (più pubblicizzata che concretizzata). L’ex arcivescovo era riuscito a calarsi molto nel tessuto politico-istituzionale della città.

De Luca sparava sempre a zero sul centrosinistra e sul neonato Pd, Pierro andava a votare per l’elezione del segretario regionale dei democrat. Il sindaco misurava l’applausometro durante la processione e l’ex arcivescovo otteneva dal Comune le autorizzazioni per somministrare bevande e cibarie all’interno dell’ex colonia San Giuseppe, ristrutturata e trasformata in un albergo con i soldi della Regione Campania guidata da Bassolino, prima di essere sequestrata dalla finanza e dalla procura (oggi dissequestrata).

Il sindaco inaugurava cantieri e opere pubbliche in città e Pierro ordinava di installare il busto di San Gregorio VII di fronte al Duomo senza le autorizzazioni comunali. Solo una segnalazione di alcuni residenti costrinse i vigili urbani ad intervenire e smontare tutto.

Durante il processo a Pierro, l’amministrazione De Luca revocava il permesso rilasciato all’ex colonia mentre in aula il pubblico ministero, nella sua requisitoria, mostrava come prova un’intercettazione telefonica tra Pierro e il suo cerimoniere don Comincio Lanzara in cui i due si accordavano per contattare il sindaco sulla questione Colonia San Giuseppe.

Il nuovo arcivescovo Luigi Moretti arriva a Salerno per far dimenticare alla comunità religiosa gli scandali della Curia salernitana che hanno portato ad una condanna in primo grado per truffa aggravata a carico del suo predecessore e del suo cerimoniere. All’interno della Diocesi ha mosso qualche pedina. Qualcun’altra (retaggio dell’episcopato precedente) non l’ha toccata, ma il tentativo di riportare alla sacralità la processione di San Matteo l’ha fatto. Tentativo fallito. Eppure “nulla sarà più come prima“.

Non lo sarà nè per la Diocesi, che continuerà nella sua battaglia alla sobrietà, e non lo sarà neanche per Vincenzo De Luca che continua la sua lotta solitaria per la candidatura alle regionali contro il solito Pd.

Le porte del Comune di Salerno per l’inchino di San Matteo (vietato da Moretti) si sono aperte miracolosamente. Adesso ci si aspetta che si spalanchino quelle del Nazareno: anche qui si invoca un altro miracoli. 

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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