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Pasquale Vessa

Cpl Concordia, Vessa referente politico a Salerno

Un colosso dell’energia dal fatturato di 440 milioni e due referenti politici. Uno ad Ischia, il sindaco Pd Giuseppe “Giosi” Ferrandino, e uno a Salerno, Pasquale Vessa, imprenditore-parlamentare del Pdl fino al 2013.

La Cpl Concordia aveva i suoi punti fermi in Campania per incrementare affari e fatturato e per creare fondi neri in Tunisia serviti, dice il gip di Napoli Amelia Primavera, a pagare tangenti in cambi di appalti pubblici e pronti a rientrare in Italia passando per San Marino.

Ad Ischia sono scattati gli arresti per il sindaco, suo fratello e alcuni funzionari comunali. A Salerno no. Pasquale Vessa non risulta neanche indagato. Eppure nell’ordinanza di custodia cautelare il nome del parlamentare salernitano viene fatto molte più volte di quanto si legga quello di Massimo D’Alema.

Dell’ex leader del Pd, la Cpl comprava (500) libri (“Non solo euro”) e (2000) bottiglie di vino dell’azienda gestita dalla moglie, mentre con Vessa trattava in impianti fotovoltaici mai realizzati.

Di D’Alema (che si ritiene offeso e estraneo), il responsabile delle relazioni istituzionali Cpl, Francesco Simone, parlava così: “mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose”, con Vessa, al contrario, Roberto Casari (ex presidente Cpl Concordia), discuteva di affari al telefono.

Come l’ex diessino, ma a differenza di Ferrandino, l’ex deputato berlusconiano non resta imbrigliato nell’inchiesta. Ma, per i pm Woodcock, Carrano e Loreto, il dubbio è che se la Cpl ha messo piede in provincia di Salerno è stato anche grazie a lui.

La mega cooperativa gestisce le centrali termiche di tutti gli edifici di proprietà o in uso della Provincia di Salerno, gestisce le centrali e gli impianti termici degli ospedali di Vallo della Lucania, Nocera Inferiore e Pagani e gestisce anche il calore delle centrali termiche degli edifici del Comune di Cava de’ Tirreni.

In cambio, l’ex parlamentare non più rieletto ottiene un contratto di consulenza con il colosso del gas. Nel 2011, però, la società che fa riferimento anche a sua sorella RacheleAmbiente Energia srl – firma due contratti milionari con la Cpl Concordia.

Entrambi riguardano la realizzazione di altrettanti impianti fotovoltaici: uno a Teggiano (mezzo milione di euro) e uno a Eboli (550mila euro). Il terzo contratto è un accordo per il procacciamento d’affari a mille euro al mese.

Dalle testimonianze raccolte dai magistrati, lo sponsor di Vessa “referente politico a Salerno” era Francesco Simone, l’ex segretario di Bobo Craxi che, come risulta da una intercettazione ambientale, avrebbe nascosto i soldi in contanti portati dalla Tunisia nel passeggino di sua figlia per eludere i controlli alla dogana di Fiumicino.

Ma Vessa aveva rapporti diretti anche con Maurizio Rinaldi (presidente del cda di Cpl Distribuzione) per un appuntamento al Banco della Campania di Modena e con Diego Polizio (rappresentante nel Salernitano della cooperativa) per un lavoro da fare ad Agropoli.

Con Casari, invece, Vessa parla di affari a Cuba e dell’intenzione di investire in una società, tenendo ben presente che nell’isola di Castro le cose non funzionano come in Italia.

Roberto Casari è la stessa persona che si mostra preoccupata dalle dichiarazioni del boss dei Casalesi, Antonio Iovine, tanto da contattare un altro parlamentare del Pd, il senatore Lorenzo Diana (non indagato), per invitarlo al convegno organizzato dalla Cpl Concordia a giugno 2014: “visto tutti i casini che ci sono in giro – dice lasciando un messaggio alla segretaria telefonica del democrat – mi farebbe davvero piacere”.

A Ischia, il sindaco Ferrandino è accusato di aver sistemato suo fratello alla Cpl, di aver ottenuto viaggi gratis in Tunisia, di aver messo a disposizione l’albergo di famiglia per i dipendenti del consorzio e di preparare liste di persone da assumere negli affari della cooperativa.

A Salerno, Pasquale Vessa non è accusato di nulla. Agli atti resta un contratto di consulenza, un paio di contratti milionari a favore della sua società e un accordo di mille euro.

A Ischia, per i magistrati, c’è la corruzione. A Salerno, i magistrati dicono di no.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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