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Paolo Del Mese
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Crac Amato, pm chiede otto anni per Paolo Del Mese

Il processo sul crac Amato volge alla fine e la requisitoria del pm Vincenzo Senatore pesa come un macigno sulla testa degli imputati e sulle teste dei giudici.

Su 26 imputati, le richieste di assoluzione sono quattro. Gli altri ventidue rischiano di spartirsi una condanna cumulativa di 64 anni e due mesi.

Otto anni solo per l’ex sottosegretario democristiano Paolo Del Mese. Il pm insiste nel ritenerlo il perno centrale dell’inchiesta e del depauperamento del patrimonio del vecchio  pastificio, che ha portato poi al crac Amato.

Sei gli anni chiesti per Antonio Anastasio, legato a Del Mese dalla passione per la politica e da una serie di prestiti in denaro durati per anni.

Due anni e 10 mesi è la richiesta per l’ex presidente dell’Ordine nazionale dei commercialisti, Claudio Siciliotti, considerato l’autore dello spin off immobiliare su Amato Re, insieme a Roberto D’Imperio (3 anni) e alle collaboratrici di studio Michela Cignolini ed Emanuela Troiero (entrambe 2 anni e 3 mesi).

Poi ci sono i vari commercialisti che hanno redatto i bilanci della società fallita: Luciano Vignes (2 anni e 4 mesi), Paola Bisogno (2 anni e mezzo) e Maurizio Pilone (un anno e mezzo).

La lista degli imprenditori, accusati di aver firmato fatture false, è lunga: Antonio ed Enrico Esposito della Esa costruzioni, rispettivamente 2 anni (e 4 mesi) e quattro, Pasquale Attanasio (2 anni e mezzo), Pietro Maria Vassena (2 anni e mezzo), Leonardo De Filippo (2), Mirko Mannaro (2 anni e 4 mesi), Francesco Maria Franzesi (2), Maria Cirillo (2), Marcello Mascolo (4),  Alfredo Delehaye (3 e mezzo) e Massimo Menna (2 e mezzo).

Infine due anni per l’ex dipendente del pastificio Alfio Barbato e due anni e nove mesi per l’imprenditore siciliano Giovanni Giudice che affittò il mulino con l’intenzione futura di rilevare la società prima del crac Amato.

Quattro le richieste di assoluzione per Ignazio Amato e Francesca Maria Napoli (ex liquidatori della Amato spa), Gilberto Belcore (titolare della Esa costruzioni) e Patrizia Beatrice, moglie di Simone Labonia (che ha patteggiato prima di arrivare a processo.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati