NEWS
Home / NEWS / Crac Ifil, il 16 marzo Piero De Luca davanti al gup per scongiurare il processo
Piero De Luca
Piero De Luca

Crac Ifil, il 16 marzo Piero De Luca davanti al gup per scongiurare il processo

Candidatura blindata e crac Ifil. Per Piero De Luca, l’una dipende dall’altra, perché il posto da capolista Pd alle prossime elezioni politiche – frutto di un patto di ferro regresso tra il papà Vincenzo e l’ex premier Matteo Renzi – sarebbe meglio agguantarlo senza il rischio di un rinvio a giudizio per bancarotta fraudolenta nell’inchiesta sul fallimento della società del suo amico (o ex) Mario Del Mese.

Mario Del Mese

Mario Del Mese

E per scongiurare la mancata candidatura che ha in sé la certezza di uno scranno in Parlamento, De Luca jr tenta un’ultima carta. La solita. Spiegare al gup di Salerno che lui con il crac Ifil non c’entra niente e che i biglietti aerei di andata e ritorno per il Lussemburgo li ha pagati con i suoi soldi. Nel senso che ne avrebbe restituito l’importo (poco più di 15.000 euro) in contanti alla Ifil, che avrebbe provveduto solo ad anticipare il saldo alle agenzie di viaggio.

Così, dopo due interrogatori resi in passato alla guardia di finanza di Salerno, Piero De Luca vuole far ascoltare le sue ragioni anche al gup il prossimo 16 marzo. Lo ha annunciato uno dei suoi difensori di fiducia, Andrea Castaldo, già avvocato del suo papà nel processo d’appello per la nomina a project manager del termovalorizzatore di Salerno. Sperando, il rampollo, che la stessa sorte assolutoria del papà baci anche lui.

L’altro avvocato del duo deluchiano padre-figlio, Paolo Carbone, si è speso già a favore del primogenito del governatore, tentando – in accordo con il collega docente napoletano – di far rimettere gli atti al pm per un sollevato vizio di nullità della richiesta di rinvio a giudizio: l’accusa di essere “socio occulto” non compare nell’avviso di conclusione indagini.

In parole semplici, si è cercato di far indietreggiare il fascicolo, riportandolo nella fase delle indagini e quindi sulla scrivania del pm, che avrebbe così dovuto riscrivere la richiesta di rinvio a giudizio, depositarla nella cancelleria dell’ufficio gup, assegnarla ad un nuovo giudice e notificarla di nuovo agli indagati.

Giuseppe Amato jr

Giuseppe Amato jr

Richiesta rigettata dal gup Sergio De Luca, che ha deciso per la continuazione del giudizio nello stato in cui si trova. Cioè all’udienza preliminare, primo step per svelare le strategie difensive. E quella di Piero De Luca nel crac Ifil suona così: se a dichiarare il ruolo di socio occulto di Piero nella Ifil sono stati due coimputati (Peppino Amato jr e Vincenzo Lamberti) che l’avrebbero saputo da Mario Del Mese, visto che Mario Del Mese ha smentito categoricamente la circostanza, perché gli inquirenti non hanno indagato a fondo per trovare riscontri a queste dichiarazioni?

Basterà insinuare questo dubbio per salvare Piero De Luca, la sua candidatura bloccata e il suo lavoro di referendario alla Corte di Giustizia Europea, dal processo sul crac Ifil?

Al 16 marzo mancano due settimane esatte.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

Lascia un Commento