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Inaugurazione cantiere di piazza della Libertà
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Crac Ifil, ascesa e default di Mario Del Mese: i conti dell’imprenditore punito e salvato dalla giustizia

Se il pastificio Amato non fosse fallito nessuno avrebbe saputo niente di lui e del crac Ifil.

Se il Tribunale fallimentare di Salerno non lo avesse salvato dal secondo baratro, nessuno si meraviglierebbe del fatto che Mario Del Mese spostava centinaia di migliaia di euro da un conto all’altro e da una società all’altra. Il nipote dell’ex democristiano Paolo, sarebbe stato visto solo come uno dei tanti parenti del potente politico di turno baciato dalla fortuna.

Piero De Luca

Piero De Luca

Invece il suo nome non sembra più destinato all’anonimato. Non fosse altro per il fatto che adesso è accusato di essere lo sponsor dei viaggi di Piero De Luca in Lussemburgo e l’imprenditore/consulente più vicino al Comune di Salerno e ai lavori pubblici banditi dall’ente. Lui, Mario Del Mese, di esperienza, a Milano con il gruppo Gorla l’aveva fatta e a Salerno – forse – avrà pensato di poterne trarre i frutti.

Ignoto al fisco, allo Stato e all’Agenzia delle Entrate, Mario Del Mese, prima di essere il socio e l’ideatore della Ifil, aveva un’altra società a cui aveva dato il suo nome: era una ditta individuale che ha cessato l’attività a febbraio 2011 e non poteva essere altrimenti dal momento che l’unica fonte di reddito era la Ifil stessa.

Il sistema Del Mese-Ifil ha funzionato così per tre anni (dal 2009 al 2011): la ditta individuale offriva prestazioni professionali alla Ifil che, a sua volta, svolgeva consulenza per piazza della Libertà e per la Cittadella giudiziaria di Salerno. La “Del Mese Mario” fatturava alla Ifil e Mario Del Mese prelevava dalla sua società di intermediazione più soldi di quanto ne avesse incassato formalmente.

Mario Del Mese

Mario Del Mese

Nel 2009 la ditta individuale fattura alla Ifil 49.800 euro per prestazioni mai specificate, di contro la Ifil effettua pagamenti per quasi 141.000 euro. Nel 2010 il giro d’affari ammonta a 151.044 euro: a favore di Mario Del Mese (persona, non ditta) vengono effettuati dalla Ifil pagamenti per 192.000 euro. Nel 2011, nonostante la ditta individuale cessa a febbraio, vengono registrate movimentazioni per 100.200 euro: il flusso di denaro da un conto all’altro continua anche dopo la chiusura della ditta individuale.

I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Salerno sostengono che la ditta individuale sia una società “cartiera”, utilizzata cioè per far aumentare i costi della Ifil ed evadere il fisco. E le prove che hanno a loro vantaggio sono i due numeri di partita Iva che avrebbero dovuto identificare la ditta individuale “Del Mese Mario“: uno inesistente e l’altro appartenente ad una società di Sapri che esercita attività legale.

“Ulteriore prova della fittizietà oggettiva di tali operazioni, si evidenzia – scrivono i finanzieri in una delle tante informative – che buona parte di tali movimentazioni finanziare sono transitate poi sui conti correnti personali di Del Mese Mario, sui quali, oltre a registrare versamenti in contanti di cui non si conosce l’origine, si assiste all’accredito di assegni con il contestuale prelievo di valori contanti di cui si perde traccia“.

Imprenditore o mago dei conti? Finora l’unica risposta l’ha data la Fallimentare: la Ifil non può fallire.

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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