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Piero De Luca
Piero De Luca

Crac Ifil, Piero De Luca a processo

Piero De Luca è stato rinviato a giudizio per il crac Ifil.

Le sue dichiarazioni spontanee non hanno convinto il gup di Salerno, Sergio De Luca, che ha demandato alla prima sezione penale la decisione sugli eventuali responsabili del fallimento della società di Mario Del Mese in affari con il Comune di Salerno e il pastificio Amato e sulla figura di “socio occulto” contestata dalla Procura di Salerno a De Luca jr.

Con un ritardo di 50 minuti rispetto all’ora fissata per l’udienza, gli avvocati di Piero e il primogenito del governatore della Campania si sono fatti strada lungo il corridoio delle aule Gip del Tribunale di Salerno.

Piero De Luca, viso teso e nervoso, era accompagnato dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Salerno. E con lui è andato via dopo mezzora di colloquio in aula.

Chi lo conosce ha parlato di un Piero stressato e preoccupato, più remissivo di quello che solo la settimana scorsa stringeva mani al Lingotto di Torino per rafforzare la convinzione (negli altri) della sua candidatura blindata nel Pd.

Ma chi lo conosce ha parlato anche di come questa decisione non pregiudicherà in alcun modo quel posto da capolista ambito dai tempi in cui il Pd a Salerno subì la sua prima scissione, con l’uscita dalla segreteria provinciale e dalla città di Alfredo D’Attorre.

Era il 2008 e Piero, però, non fu inserito in lista. Al suo posto il fedele Fulvio Bonavitacola, ora vicepresidente della Regione Campania. Da allora sono passati quasi 10 anni e la situazione politica in Campania si è ribaltata a favore dei De Luca. Con il padre governatore, renziano della seconda ora ma capace di fa rispettare gli impegni presi anche nei momenti di crisi post referendari, i figli non dovrebbero avere problemi a farsi spazio.

Il passo dalla politica alla giustizia, e viceversa, non è molto lungo. Soprattutto in un piccolo centro come Salerno, dove più volte interessi e conoscenze si sono intrecciati.

Piero De Luca, che più volte ha cercato di spiegare al pm e al gup che i soldi per i biglietti in Lussemburgo (pagati dalla Ifil) li ha rimborsati in contanti, che in una occasione ha fatto anche un bonifico bancario e che quindi non c’entra niente con il crac Ifil, a decisione presa dichiara all’Ansa che “In sede di dibattimento avremo finalmente la possibilità di dimostrare in modo sereno, obiettivo e trasparente l’assoluta infondatezza di una contestazione strumentale e inverosimile. Sono profondamente sereno e ho enorme fiducia nel lavoro dei magistrati. Auspico – ha aggiunto – che il giudizio si celebri il più rapidamente possibile per fare piena chiarezza sulla mia posizione. Tutto questo non ci distrarrà dal lavoro che con grande impegno e sacrificio stiamo portando avanti sui territori“.

Il processo sul crac Ifil comincerà il prossimo 29 maggio, e questo è il dato giudiziario.

Il risvolto politico sulla sua probabile candidatura sarà presto svelato, ma c’è un’altro aspetto da considerare ed è quello personale e professionale.

Piero De Luca è referendario alla Corte di Giustizia Europea ma è anche un imputato. Per concorso in bancarotta fraudolenta in una storia in cui gli affari pubblici del Comune gestito da suo padre si sono intrecciati con interessi di imprenditori privati che hanno pagato i biglietti aerei di un referendario che andava in Lussemburgo per lavoro.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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