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E-mail inviata da Piero De Luca all'agenzia di viaggi
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Crac Ifil, Piero De Luca va in Procura

Piero De Luca, indagato per bancarotta fraudolenta per il crac Ifil, ha deciso di parlare con il pubblico ministero di Salerno, Vincenzo Senatore, che – dopo aver scavato nel fallimento Amato – ha messo sotto inchiesta la società di intermediazione finanziaria di Mario Del Mese, impegnata nei cantieri pubblici di piazza della Libertà e Cittadella Giudiziaria, riuscendo a guadagnare in tre anni 900 mila euro di consulenze.

Piero De Luca

Piero De Luca

Come suo padre Vincenzo, che – tra l’appello sul termovalorizzatore (finito con un’assoluzione) e il processo SeaPark (ancora in corso) – ha deciso di farsi ascoltare dai giudici, così il suo primogenito – referendario della Corte di Giustizia europea – ha scelto di farsi interrogatore, dopo la notifica dell’avviso di conclusione indagini.

Decisione che sembra non essere stata condivisa da uno dei suoi due avvocati di fiducia, il napoletano Bruno Von Arx. E perciò De Luca jr in Procura ci andrà accompagnato dal penalista salernitano Paolo Carbone.

Malumori interni a parte, quale sarà la strategia difensiva di Piero?

La sua verità è questa: tra De Luca jr e il crac Ifil non ci sarebbe nessun legame e che lui, dunque, non sarebbe il “socio occulto” della Ifil. I biglietti da e per il Lussemburgo, pagati dalla società di Del Mese, sono stati tutti rimborsati da Piero, nel senso che la Ifil anticipava il denaro e, poi, Piero glielo restituiva. Come? In contanti, dice il primogenito del governatore.

Mario Del Mese

Mario Del Mese

Dice, ma in realtà lo ha già detto. Lo ha riferito a luglio 2014, sempre al pm Senatore e sempre dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione indagini per il crac Ifil: il primo avviso, quello con la contestazione alternativa appropriazione-indebita-bancarotta fraudolenta,  che il sostituto formulò in attesa della dichiarazione di fallimento della società di Mario, arrivato dopo due rigetti del Tribunale Fallimentare e dopo due anni di rinvii in appello.

Questo di marzo, dunque, sarà il secondo interrogatorio di Piero De Luca che, un anno e mezzo fa, avrebbe anche assicurato di dimostrare quanto dichiarato. E cioè che i soldi, a Del Mese, li avrebbe restituiti cash.

Segui i soldi e scoprirai la verità: in qualunque indagine che si rispetti, il motto è questo. Ma quando i soldi sono in contanti, come si fa a rintracciarne il percorso? Solo Piero può dirlo.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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