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Inaugurazione del Credito Salernitano con Villani, Del Mese, l'ex presidente Vassallo e Picarone
Inaugurazione del Credito Salernitano con Villani, Del Mese, l'ex presidente Vassallo e Picarone

Credito Salernitano in crisi: perdita da 7 milioni di euro

Se il Credito Salernitano avesse la stessa sorte di Banca Etruria, sarebbe salvo. Per il momento, l’unica cosa che ha in comune con l’istituto riconducibile indirettamente al ministro Boschi è la crisi.

Nato otto anni fa e accolto come un vessillo di pregio della città, il Credito Salernitano ha chiuso l’ultimo bilancio con una perdita consistente. Indiscrezioni parlano di circa 7 milioni di euro e di una tensione tra i consiglieri di amministrazione che avrebbe raggiunto livelli altissimi.

E pensare che la Banca Popolare della Provincia di Salerno (altro nome del Credito Salernitano) era stata fondata sotto i migliori auspici. “Una struttura agile ed efficiente, producendo decisioni rapide, garantisce tutti i migliori servizi del panorama creditizio alle condizioni più favorevoli“, così si legge nella finestra mission del sito web dell’istituto. E ancora: “In questa direzione l’istituto bancario è guidato verso un costante rafforzamento per conseguire la realizzazione del disegno strategico e del piano programmatico“.

Il disegno strategico della banca era quello di fare del legame con il territorio salernitano il volano della sua crescita. Ecco perchè, forse, nel piano programmatico si arrivò, qualche anno fa, a lanciare una raccolta di obbligazioni a tassi di interesse molto convenienti per i soci (4,5%) e per i non soci (3,5%).

La sede del Credito Salernitano

La sede del Credito Salernitano

Molti i salernitani che risposero alla promozione, rimpinguando le casse del Credito Salernitano. Tanto che l’istituto, oltre alla sede centrale di Parco Arbostella, aprì una filiale a corso Vittorio Emanuele, la vetrina bene della città.

Tante anche le aziende che decisero di affidare all’istituto i propri soldi: alcune di esse, purtroppo, note alla cronaca giudiziaria.

Correntista del Credito Salernitano è Giovanni Attanasio, il giornalaio di Pontecagnano Faiano che con la sua Lavoro doc si è visto sequestrare quasi 9 milioni dal nucleo di polizia tributaria di Salerno per evasione fiscale.

A fargli compagnia ci sono anche i De Marinis di Nocera Inferiore, coinvolti nell’inchiesta chiamata “Macchia d’olio” (a causa di una frode fiscale internazionale nel commercio dell’olio lubrificante) e, adesso, sotto processo.

Giovanni Citarella

Giovanni Citarella

La cronaca giudiziaria racconta anche che, da un conto aperto presso il Credito Salernitano furono prelevati, in un solo giorno, un milione e 900.000 euro in contanti. A fare quell’operazione fu Cristian Citarella, fratello di Giovanni, imprenditore ed ex patron della Nocerina calcio arrestato due volte. La prima volta nel 2012 nell’inchiesta “Due Torri“, per via di un cartello di imprese accusato di inquinare gli appalti banditi dalla Provincia di Salerno ai tempi di Angelo Villani. La seconda risale a due anni fa, quando i finanzieri misero sotto torchio le sue 54 società utilizzate per creare un fondo nero per pagare tangenti utili all’aggiudicazione di lavori pubblici. Tra gli indagati finirono il direttore generale del Credito Salernitano, Vincenzo De Santis, il direttore della filiale di Salerno, Alessandro Fiscina, e i cassieri Raffaele Chirolla e Francesco Falcone (difesi dagli avvocati Federico Conte, Luigi Condoluci e Pasquale Adinolfi): tutti accusati di riciclaggio e poi prosciolti

La stessa società sportiva, l’Asg Nocerina, aveva un conto aperto presso il Credito Salernitano dove, dicono gli inquirenti, il direttore generale “autorizzava verbalmente le operazioni e qualche volta apponeva un visto sulla relativa documentazione bancaria“. Solo in seguito, la banca segnalò “operazioni sospette” alla guardia di finanza.

Ivan Meta

Ivan Meta

Ma questa è un’altra storia che sarà la magistratura a chiarire. Quello che adesso si sa è che il Credito Salernitano non naviga in buone acque. Da poco, a presiedere l’istituto di credito salernitano è arrivato Giovanni Capo, docente universitario molto stimato e preparato, eppure nel cda il clima non è comunque sereno.

Tra i consiglieri di amministrazione ci sono Armando Zambrano, ex presidente dell’Ordine degli ingegneri di Salerno poi passato al Consiglio nazionale, e Ivan Meta, commercialista salernitano, presidente di Salerno Patrimonio e curatore fallimentare dimissionario della Ifil di Mario Del Mese.

Personaggi noti a Salerno, ma di certo non come il padre del ministro Boschi. Quindi il dubbio è questo: chi salverà il Credito Salernitano e i suoi obbligazionisti? Di certo non un decreto.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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