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l'ex patron della Salernitana Antonio Lombardi

Dalla Salernitana all’Ance: i dribbling di Antonio Lombardi

Calcio e mattoni. Al cavalluccio soccombe e dal cemento riemerge.

Antonio Lombardi, l’ex patron della Salernitana calcio, risponde al rinvio a giudizio per il crac della società granata con una vittoria alla presidenza dell’associazione dei costruttori salernitani. Eppure, anche quella dei mattoni potrebbe essere una partita ancora tutta da giocare.

In Tribunale gioca in difesa. L’accusa di bancarotta fraudolenta è l’avversario da sconfiggere. All’Ance, invece, la sua è una prestazione da puro centravanti, buca la rete ed espugna di nuovo la roccaforte dei costruttori.

La giustizia gli sequestra tutto, compreso le quote delle sue società, senza però riuscire a colmare completamente il buco che ha lasciato nei conti di casa granata. Quelle stesse società però riescono comunque a versare la quota Ance (che dà loro il diritto di partecipare alle elezioni presidenziali), a votare e a pesare sulla competizione.

Le società sono: Costruzioni Lombardi srl, Lombardi Immobiliare srl, Iniziative Immobiliari srl e Lombardi srl. Tutte confluite nel trust dove la magistratura ha attinto il denaro per compensare il crac della Salernitana 1919 spa.

L’unica società che resta fuori dalle elezioni è la Energy Sport, socia di (stra)maggioranza della Salernitana spa, che avrebbe inciso sul fallimento granata per 7 milioni e 560mila euro anche durante la trattativa folkloristica con l’italo-americano Josef Cala.

Lombardi, in questo caso, si becca un cartellino rosso, ma quella dell’imprenditore di Vallo della Lucania sembra più un autoespulsione che un sottostare alla decisione arbitrale.

La Energy Sport si tiene alla larga dalle elezioni Ance, non perché è ancora sotto processo giudiziario, ma perché ha ben altro da fare. Deve cedere le quote (10mila euro) e nominare un nuovo amministratore unico. A ottobre 2013, a inchiesta inoltrata, la scelta ricade su un settantenne residente a Salento, un piccolo paesino a pochi passi da Vallo della Lucania. La sede della società viene trasferita e, a gennaio 2014, anche il settantenne viene sostituito da una rumena, poco più che trentenne, residente anche lei a Salento.

E mentre in Tribunale, Lombardi resta in panchina, in attesa di riscaldarsi per il processo, nella partita per la presidenza, tutta da giocare in casa della sua Ance, l’imprenditore parte in attacco, davanti ad un pubblico a cui è stato riservata la tribuna d’onore: i funzionari dell’associazione nazionale che hanno imposto le elezioni.

Alla vigilia del fischio di inizio (14 ottobre scorso), ai due candidati alla presidenza (Lombardi, appunto, e Vincenzo Russo), il funzionario incaricato dall’Ance nazionale consegna l’elenco delle Imprese aventi diritto al voto, con il rispettivo numero di voti che gli spettavano.

Le regole però sono cambiate: il sistema di attribuzione dei voti sarebbe diverso da quello stabilito dai romani. Prima del cambio, alcune imprese, in debito con l’Ance, versano fino a 11mila euro in contanti per entrare in campo, e la verifica sui versamenti in banca, chiesta da Russo, non sarebbe mai stata accettata dal presidente uscente.

Lombardi così, il 15 ottobre scorso, segna il gol della vittoria. L’avversario Russo è sconfitto. La sua presidenza all’Ance di Salerno è salva. Ma, la partita non si chiude al novantesimo.

Ad arbitrare i supplementari sarà il collegio dei probiviri salernitani, a cui quelli nazionali hanno riservato il compito di verificare presunte irregolarità contabili.

Tra calcio e mattoni, l’arbitro suona di nuovo il fischio di inizio.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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