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De Luca e Barca al Marina d'Arechi di Salerno

Elezioni Campania, il Pd tenta lo scacco a De Luca con Barca ma dà l’ok alla lista incriminata Campania Libera

Mentre la magistratura e il Pd continuano a competere sui ritardi delle rispettive decisioni, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, reintegrato dopo la sospensione conseguente alla sua condanna, sembra andare più veloce di tutti.

O almeno così appare pubblicamente ogni volta che non perde occasione di dire che lui, la battaglia alle Regionali, è disposto a condurla anche da solo. Senza il Pd.

Poi, però, ufficiosamente corre voce di una trattativa in corso con chi tra i democrat conta sul serio. E le ultime indiscrezioni lo danno per favorito ad occupare un posto di rilievo nella segreteria del partito (delegato per il Mezzogiorno) in cambio di un suo spontaneo dietrofront.

E non solo. De Luca sarebbe stato autorizzato anche a schierare la sua lista a supporto del Pd, la creatura nata ad hoc per le scorse regionali, Campania Libera.

Il Partito democratico, insomma, pur di tenere lontano lo “sceriffo” di Salerno da primarie e regionali sarebbe disposto perfino ad affiancarsi ad una lista sotto inchiesta.

Da quasi due anni la Procura di Salerno sta indagando sui finanziamenti ricevuti dalla civica deluchiana presieduta dal fidato Ciccio D’Acunto (ex Cstp), composta da assessori e consiglieri che si sono alternati nelle diverse giunte e che vanta nel bilancio di gestione quote associative, rimborsi elettorali, donazioni da privati e da enti pubblici, oltre a contributi dello stesso Pd.

Al Nazareno di certo non si può ignorare quel “fiume di soldi” – un milione e 400mila euro circa – entrati e usciti dai conti di Campania Libera, a cui il pm di Salerno, Maurizio Cardea, sta facendo le pulci dopo la denuncia presentata dell’ex sindacalista Fausto Morrone e le dichiarazioni dei candidati che non avrebbero visto un euro

Forse, avranno pensato i democrat, è meglio una lista indagata che un candidato condannato in primo grado dal Tribunale penale e dalla Corte dei Conti.

O, forse, il Pd è pronto a giocare un nome “indiscutibile” per la candidatura a presidente della Regione Campania. Un nuovo Mattarella, insomma, in grado di evitare i rischi dell’ennesimo scandalo primarie. Soprattutto a Salerno, dove la Dda indaga sul tesseramento. Un nome cioè che metta d’accordo tutti. Finanche De Luca.

Insieme al nome del ministro Andrea Orlando, negli ambienti romani adesso circola anche quello di Fabrizio Barca, l’ex ministro per la coesione sociale del governo Monti, iscrittosi al Pd nel 2013 e subito definito come la figura che avrebbe potuto ricompattare le correnti centriste e di sinistra del Pd.

Le indiscrezioni parlano di un contatto già avvenuto e di un Barca disposto a sciogliere la riserva a giorni. E, con un nome calato dall’alto di un partito che con l’elezione del presidente della Repubblica sembra aver trovato compattezza, anche il sindaco-sceriffo sarebbe obbligato a frenare la sua corsa.

Campania Libera, invece, sembra destinata a percorrerne ancora di strada. Anche perché dell’inchiesta sui suoi conti non si sa ancora nulla: se non che, ancora una volta, è lo spettro della magistratura ad aleggiare sulle scelte politiche.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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