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Ernesto Sica al comizio di ringraziamento del neo governatore De Luca
Ernesto Sica al comizio di ringraziamento del neo governatore De Luca

Ernesto Sica: accuse di corruzione, peculato e metodo mafioso per l’uomo della P3 e del dossier su Caldoro

Stefano Caldoro

Stefano Caldoro

Quando si nomina Ernesto Sica, il ricordo va immediatamente all’inchiesta sulla P3 di Carboni, Lombardi e Martino e a un misterioso dossier sulle finte frequentazioni transessuali di Caldoro, per favorire la candidatura di Cosentino alle regionali del 2010 in Campania.

Quando si nomina il sindaco di Pontecagnano, viene in mente il presunto ricatto che questi avrebbe teso a Berlusconi in cambio di un posto nella giunta regionale campana e alle sue vacanze a Villa Certosa.

Lui, l’ex delfino di Ciriaco De Mita, il giovane ragazzo dalle 30.000 preferenze alle regionali del 2005, è abituato e ci ha abituato a tutto.

Vincenzo De Luca

Vincenzo De Luca

Adesso, nel pieno di un periodo di Purgatorio che sta scontando dopo il caso P3 relegato nel suo fortino di Pontecagnano riuscendo comunque a racimolare migliaia di voti per il governatore Vincenzo De Luca alle scorse elezioni, Ernesto Sica torna a far parlare di sè.

E lo fa perchè la Dda di Salerno lo considera coinvolto in una storia di ambigue – o presunte tali – autorizzazioni concesse al Bagno Savoia, un lido balneare di Pontecagnano Faiano, sequestrato qualche settimana fa dalla guardia di finanza di Salerno, ma che continua a lavorare come ristorante.

Dalla nota scarna inviata dalla Procura di Salerno non si capiscono le accuse mosse a Sica. Si comunica solo di una perquisizione nell’abitazione privata del sindaco e al Comune di Pontecagnano Faiano.

La Procura fa una lista di capi di imputazione – turbativa di incanti, corruzione, trasferimento fraudolento di valori con l’aggravante del metodo mafioso, abuso d’ufficio, peculato, falsità ideologica e abusiva attività finanziaria – che farebbero rischiare a qualunque giornalista una querela se per caso Erneso Sica non fosse accusato di tutti questi reati.

I magistrati comunicano anche che il perno dell’inchiesta è la ristrutturazione del lido balneare “Bagno Savoia” che appartiene a Luciano Toriello, un imprenditore di Pontecagnano ritenuto affiliato al clan Pecoraro-Renna e già destinatario di un sequestro di beni per 8 milioni e 600.000 euro.

Quello che non spiega ufficialmente la Procura sono i rapporti tra Sica e l’attività balneare. Si intuisce che le autorizzazioni per i lavori di ristrutturazione siano state date ovviamente dal Comune guidato da Ernesto Sica e che il sindaco di Pontecagnano potrebbe essersi macchiato anche dell’aggravante del metodo mafioso. Ma la nota ufficiale si ferma qui.

Lido Europa Europa

Lido Europa Europa

Quello che, invece, si vocifera a Pontecagnano è che la famiglia del sindaco avrebbe interessi in alcune strutture balneari della litoranea. Uno fra tutti il lido Europa Europa.

Si racconta che uno dei fratelli del sindaco avrebbe preso in gestione (indirettamente) per due anni la struttura per poi diventarne titolare a tutti gli effetti.

Queste sono le voci che si rincorrono, ma non c’è nessun dossier sul punto. Neanche in Procura.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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