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Fausto Martino come Alfredo D’Attorre: da “amico” a “nemico” di De Luca e di Salerno

Ricordate Alfredo D’Attorre? Per anni, a Salerno, è stato segretario dei Ds e fedelissimo di Vincenzo De Luca, prima dello strappo definitivo consumatosi nel 2008. All’epoca a D’Attorre era stata promessa la candidatura alla Camera dei Deputati dallo stesso De Luca, salvo poi vedersi estromesso dalla lista del Pd da Fulvio Bonavitacola e dal tentativo fallito dell’eterno sindaco di Salerno di inserire in quella stessa lista anche suo figlio Piero. “Tradimento” gridò il giovane Alfredo, che fece le valigie e se ne tornò in Calabria, dove tutt’oggi è commissario del Pd. Di strada l’ex deluchiano ne ha fatta, tanta da essere stato eletto deputato alle ultime elezioni e da essersi guadagnato a Roma anche l’incarico di responsabile nazionale per le Riforme del partito democrat. Lui, D’Attorre, con Salerno ha chiuso.

Fausto Martino, funzionario della Soprintendenza di Salerno e vincitore di concorso per agguantarne le redini, invece, a Salerno ci sta ancora. Anche lui è un ex deluchiano. Ai tempi dell’idillio con il sindaco, Martino era assessore all’Urbanistica. Poi, però, qualcosa andò storto e l’ex si ritrovò teste principale dell’accusa in un processo (Mcm) che vedeva imputato proprio De Luca. L’assoluzione della giustizia, per il sindaco, è arrivata da qualche mese, ma il perdono non è concesso a nessuno. Soprattutto a Fausto Martino che, trovandosi nella condizioni di poter diventare il responsabile del procedimento sul caso autorizzazione paesaggistica-Crescent, adesso si è beccato anche una diffida. Non firmata da De Luca ma dalla sua vice Eva Avossa che intima al capo Gennaro Miccio di non far mettere il naso nel procedimento Crescent.

Martino non rilascia nessun commento e non lascia neanche Salerno, come ha fatto D’Attorre. Forse a prendere le distanze dalla città sarà il caso Crescent, se De Luca vincerà la sua battaglia sulla presunta “incompatibilità ambientale”. Un pò, insomma, come tentò di fare – esplicitamente però – Silvio Berlusconi quando i suoi legali chiesero di trasferire il processo Ruby a Brescia.

La vicenda Crescent resterà a Salerno? Chissà. Gli oppositori interni di De Luca non lo hanno fatto e l’esilio ha portato bene. A D’Attorre e al sindaco che sa come farsi giustizia da solo.

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