NEWS
Home / INCHIESTE / Giochi on line illegali: 18 arresti tra camorra e ndrina. Indagati anche due carabinieri e un finanziere
giochi on line
giochi on line

Giochi on line illegali: 18 arresti tra camorra e ndrina. Indagati anche due carabinieri e un finanziere

Dalle bische ai giochi on line illegali. La criminalità organizzata si adegua ai tempi, fa soldi con siti di scommesse illegali che poggiano su un server registrato a Montenegro e depositano il tesoretto in Gran Bretagna.

A distanza di due mesi dall’inchiesta romana, che svelato una rete di affari tra camorra e ‘ndrangheta, torna a far parlare di sé Luigi Tancredi, “il re delle slot”, con trascorsi giudiziari che lo vedono legato ai Casalesi e a cosche della ‘ndrina.

Stavolta il re, già in carcere a Roma, risulta in affari con i Contaldo di Pagani, dove comanda ancora la Nuova Famiglia.

Corrado Lembo

Corrado Lembo

Il giro d’affari svelato dal Gico della guardia di finanza e dalla Dda di Salerno si aggira su 50.000 euro al giorno transitati su 11 siti on line di scommesse illeciti, sequestrati ed oscurati.

Gli inquirenti però non sono riusciti a mettere la mani sul denaro perché, da che è partita l’indagine (2013) all’esecuzione di oggi di 18 misure cautelari, è trascorso più di un anno e mezzo.

I tempi della giustizia hanno graziato anche due carabinieri e un finanziere, coinvolti nelle indagini. Per uno dei carabinieri, accusato di concorso in associazione a delinquere di stampo camorristico, è stata rigettata la richiesta di arresto per mancanza di esigenze cautelari. Gli altri due sono accusati di favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio.

Perché, se la camorra si adegua ai tempi di internet, i metodi vecchi non vengono abbandonati, soprattutto se funzionano. E il ruolo dei tre appartenenti alle forze dell’ordine (due di questi sono stati interdetti per un anno) era quello di avvertire i gestori dei punti di scommesse illegali della “visita” della finanza. Ma anche quello di consigliare dove piazzare i siti illegali.

La ramificazione dell’organizzazione aveva il suo epicentro a Pagani, per poi allungarsi fino al Canada: è qui che è stata creata la prima piattaforma on line di gioco, per poi spingersi fino a Malta. Con server in Montenegro. I soldi, invece, transitavano in Gran Bretagna.

 Nell’inchiesta romana, a parlare del nuovo business della malavita organizzata, fu un pentito di camorra, Antonio Leonardi: “Dovevamo fare internet puro, il singolo giocatore, senza agenzie si doveva collegare al sito internet e aveva un conto singolo su cui operare – spiegò il collaboratore di giustizia -. Ciò permetteva di fare il gioco, legalmente, al di fuori dell’interesse statuale, le tasse si sarebbero pagate in Inghilterra“.

E ancora: “Era semplice: basta un computer, una stampante e una password per accedere al programma. Ad ogni esercente si attribuisce un conto e le coordinate delle giocate: per le piccole si prende tutto, per le grosse il gestore deve avere l’approvazione della giocata dal commerciale. I contatti avvengono via Skype, non per telefono perché è tutto illegale e serve cautela per paura di controlli“.

A Salerno, invece, non c’è stato nessun pentito a parlare, ma l’organizzazione piramidale spiegata da Leonardi è simile a quella salernitana e calabrese.

Come a dire, anche se si tratta di giochi on line, le tradizioni non scompaiono neanche nell’era di internet.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

Lascia un Commento