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Inchiesta Crescent, Salustro (Cogefer) racconta ai pm di Salerno i sospetti sull’apertura delle buste di gara

Dopo tre anni di indagini sul Crescent, Corrado Salustro della Cogefer, viene chiamato dai pubblici ministeri di Salerno, Rocco Alfano e Guglielmo Valenti. E’ il 30 gennaio 2012.

Il costruttore emiliano stavolta parla dell’apertura delle buste della gara di aggiudicazione dell’opera di Bofill. E’ l’anno 2008 e l’appuntamento è negli uffici comunali periferici di via Irno.

Salustro si fa accompagnare dal suo legale di fiducia, l’avvocato Pittalis, anche se poi la sua presenza, quel giorno, non risulta a verbale. “Come voi mi contestate“, aggiunge l’imprenditore ai pm, ribadendo con convinzione la sua presenza a via Irno. E a prova di ciò, Salustro racconta questo:

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Quel clima di “contentezza e allegria, quasi – dice – se fossero tutti già convinti e consapevoli di essersi aggiudicati la gara“, si trasforma poi in “delusione corale“, salvo poi l’intervento della giustizia amministrativa e la rinuncia al ricorso da parte del costruttore “forestiero” che lascia Salerno. Deluso.

Anche perchè Salustro era già in possesso di uno studio di fattibilità (che prevedeva un guadagno dall’operazione Crescent di 250 milioni) e un progetto tecnico che teneva conto della vicinanza al mare e della presenza del torrente Fusandola già “intubato”. E il tutto senza che “negli atti a me mostrati nella compilazione dell’offerta – aggiunge l’imprenditore – avessi visto una indagine idrogeologica“.

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© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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