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Piero De Luca e moglie
Piero De Luca e moglie

Inchiesta Ifil conclusa: biglietti in Lussemburgo per Piero De Luca, arredamento e vestiti per Mario Del Mese. Accuse di appropriazione indebita ma il rischio è la bancarotta.

Nella vicenda Ifil, la procura di Salerno è stata più veloce della Corte d’Appello.

I pm Vincenzo Senatore e Francesco Rotondo hanno chiuso le indagini sulla società di Mario Del Mese di cui i giudici civili di secondo grado ritardano a decidere tra il fallimento e il salvataggio. Frattanto l’accelerata arriva e porta con sè nuovi dettagli e una lista di indagati più lunga della richiesta di proroga indagini.

Piero De Luca

Piero De Luca

Nei dettagli compaiono i soldi spesi dalla società sub judice per i viaggi in Lussemburgo di Piero De Luca e di sua moglie: poco più di 14 mila euro da aprile 2010 a novembre 2011 e quasi 9.000 euro da settembre 2009 ad aprile 2010. Il figlio del sindaco Vincenzo De Luca, per gli inquirenti, sarebbe stato “consapevole di trarne indebito vantaggio patrimoniale“. La Ifil avrebbe speso altri 8.000 euro di viaggi a favore di persone diverse dalla compagine societaria che, però, non sono finite nelle indagini per mancanza di prove.

Mario Del Mese

Mario Del Mese

Mario Del Mese, invece, avrebbe usato i soldi della società che ha lavorato nei cantieri di piazza della Libertà e della Cittadella giudiziaria per arredare il suo appartamento di corso Vittorio Emanuele a Salerno: poco più di 29 mila euro per gli arredi, 5.000 euro per i refrigeratori e quasi 5.600 euro di spesa alla Boutique Montblanc. In meno di due anni, il nipote dell’ex democristiano Paolo Del Mese, avrebbe prelevato dal conto corrente della Ifil 433.128 euro, di cui solo la metà risultano fatturati. Tra le fatture, i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Salerno hanno trovato un acquisto di abiti sartoriali per 5.000 euro. Il resto delle fatture riporterebbero partite iva inesistenti o appartenente ad una diversa ditta individuale.

La lista degli indagati si allunga. Oltre a Mario Del Mese, Piero De Luca e coloro che si sono alternati nella gestione della Ifil (Vincenzo Lamberti, Luigi Avino e Emilio Ferrara), ci sono anche la moglie di Mario, Valentina Lamberti, e i coniugi Amato, Peppino jr e Marianna Gatto, a causa di un pagamento eseguito da Mario a favore della Ma.ma, la società di Marianna Gatto, per poco più di 90 mila euro.

L’accusa contesta dai pm è di appropriazione indebita, ma si rischia che il capo di imputazione possa trasformarsi in concorso in bancarotta fraudolenta. Dipenderà tutto dalla Corte d’Appello di Salerno e dalla decisione che, il prossimo 27 novembre, prenderà sulla richiesta di fallimento della Ifil. Salvo il quarto rinvio.

Mario Del Mese e Vincenzo Lamberti sono accusati anche di evasione fiscale. Nel 2010 non avrebbero versato l’imposta sul valore aggiunto per 58 mila euro.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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