NEWS
Home / INCHIESTE / Inchiesta Intertrade Salerno, spese folli con le quote degli iscritti. Indagini chiuse, quattordici indagati
Camera di Commercio di Salerno
Camera di Commercio di Salerno

Inchiesta Intertrade Salerno, spese folli con le quote degli iscritti. Indagini chiuse, quattordici indagati

C’è un aspetto dell’inchiesta Intertrade Salerno tanto anacronistico quanto contraddittorio già di per sé. E che insinua i soliti dubbi su come vengono spesi i soldi pubblici.

Basta incrociare i dati pubblicati sul sito web della società con gli atti della Procura di Salerno, che ha chiuso le indagini per peculato, truffa e falso su 14 persone che ricoprivano ruoli apicali all’interno dell’azienda.

Intertrade Salerno

Intertrade è l’azienda speciale della Camera di Commercio di Salerno, costituita nel 1997 per “favorire i processi di internazionalizzazione delle imprese e la competitività internazionale della provincia di Salerno” e per “rafforzare la capacità del sistema salernitano e del Sud Italia di attrarre risorse dall’estero“. E per raggiungere lo scopo Intertrade Salerno “organizza iniziative promozionali (missioni d’affari e incontri b2b, partecipazioni a fiere internazionali, accoglienza di buyers e imprenditori stranieri)” con i soldi degli iscritti alla Camera di Commercio e con finanziamenti pubblici.

La Procura di Salerno, invece, facendo le pulci nei carteggi dell’azienda speciale, ha scoperto che molti dei progetti pubblicizzati dalla società in realtà non sono mai stati realizzati. Finanziati sì, anche con migliaia di euro, ma quasi nessuno di essi ha visto la luce.

Uno di questi è il progetto “Promozione delle eccellenze enologiche della provincia di Salerno sui mercati internazionali. Vini salernitani nei mercati emergenti“, anno 2013-2014, finanziato da Agea spa per quasi 98.000 euro. Oppure “Salerno incontra Bacco“, che permise di incassare un contributo di 25.000 euro accreditato su un conto che l’Intertrade aveva aperto presso la Banca popolare dell’Emilia Romagna.

Sullo stesso conto sono transitati in totale poco più di 71.000 euro per “operazioni inesistenti”, tra fatture e mandanti di pagamento per prestazioni e servizi che il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Salerno non è riuscita a venirne a capo.

Dove sono finiti allora i soldini? In parte, dice la Procura, sarebbero stati dati a qualche parente di alcuni dipendenti dell’ente camerale assunti “fittiziamente” nel mini-master “Italia-America Latina-Argentina: dinamiche organizzative per un efficace interscambio commerciale e promozionale“, creato – sostengono gli inquirenti – “al solo scopo di far uscire le somme dal patrimonio dell’Intertrade“. Un’altra parte del denaro sarebbe stato utilizzata da un ex dirigente per pagarsi il mutuo di casa.

Una bella cifra di 400.000 euro, invece, ottenuta dalla Regione Campania per un progetto di promozione del settore calzaturiero finiva nelle tasche di persone riconducibile al dirigente dell’Associazione Artigianati che aveva promosso l’evento e il progetto.

Infine c’è il capitolo Mps e di un finanziamento di mezzo milione di euro ottenuto per evitare la messa in liquidazione della società, la decurtazione dello stipendio dei dipendenti e per pagare i creditori.

 

Nell’elenco degli indagati ci sono quindi l’ex presidente della Camera di Commercio Guido Arzano, l’ex direttore Intertrade Salerno Orlando Innocenzo, il presidente degli Artigiani Demetrio Cuzzola, il presidente Intertrade Vincenzo Galiano, il delegato ad operare sui conti della Banca popolare dell’Emilia Romagna Antonio Luciani (finito anche ai domiciliari qualche mese fa) e una serie di dipendenti e parenti vari che in un modo o nell’altro sono transitati nei progetti fasulli.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

Lascia un Commento