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Nicola Cosentino Ernesto Sica

Inchiesta P3, Cosentino: “Mai ricevuto alcun dosssier su Caldoro e trans”. Ma Ernesto Sica lo smentisce

Quando scoppia lo scandalo P3 legato al dossier sulle false  frequentazioni transessuali di Stefano Caldoro, Nicola Cosentino è ancora presidente della commissione finanze de governo Berlusconi (da cui poi si dimetterà) e commissario del Pdl in Campania. La Corte di Cassazione aveva anche rigettato la richiesta di arresto della Dda di Napoli nei suoi confronti. Il parlamentare cerca di mantenere un profilo basso e di fronte ai magistrati respinge tutte le accuse. Eppure la sua versione non sembra convingere i pm. Perchè?

Alla vigilia della scelta del candidato alla presidenza della Regione Campania, c’erano grossi interessi in ballo. Tra cui l’aspirazione del politico di Casal di Principe di agguantare la corsa alle regionali di marzo 2010. Ma Cosentino non dice ai pubblici ministeri di Roma di aver avuto il dossier osè. Anzi, il 17 luglio 2010, all’aggiunto Capaldo e al sostituto Sabelli smentisce di aver mai avuto alcunchè. “Non ho mai ricevuto – insiste – alcuna relazione scritta sul conto di Caldoro da parte di Sica, Martino o di altre persone, nè l’ho sollecitata o esibita ad alcuno”.

L’unica ammissione che viene fuori dalla sua versione raccontata agli inquirenti è di essere venuto a conoscenza del dossier da Denis Verdini. “Fui anche chiamato dall’onorevole Verdini – aggiunge Cosentinoil quale mi parlò delle voci che giravano sul conto di Caldoro, ma non mi disse chi gliele aveva riferite. Ciò accadeva verso la fine di gennaio 2010. Io gli risposi che, in base alle notizie da me raccolte, si trattava di sciocchezze e, comunque, di voci vecchie e superate, tanto è vero che poi Caldoro è stato scelto come candidato. Se avessi voluto screditare la sua posizione, avrei avuto ben altri argomenti, senza alcuna necessità di ricorrere ad una campagna diffamatoria”. Quanto all’incontro di gennaio 2010 con Martino (alle sette del mattino), l’ex parlamentare nega di avervi mai preso parte.

Eppure, Ernesto Sica, che si assume le sue responsabilità sul dossier, ricorda bene di averlo incontrato nello studio di Arcangelo Martino. E ricorda anche un altro particolare: “Della relazione – dice durante l’interrogatorio del 16 luglio 2010 – ne ho data una copia all’onorevole Cosentino, all’onorevole Verdini e a Martino, in tempi diversi”. Chi mente dei due?

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