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Inaugurazione cantiere di piazza della Libertà
Inaugurazione cantiere di piazza della Libertà

Inchiesta piazza della Libertà V: il ruolo di Mario Del Mese nel “comitato politico affaristico”

Al di là del crollo e della variante, nel fascicolo di inchiesta su piazza della Libertà quello che è emerge è “un comitato politico-affaristico, sussistente e operativo a Salerno, composto da membri appartenenti sia ad ambiti pubblici che privati, che agisce sotto una regia politica e tende ad orientare la propria attenzione e i propri interessi verso la gestione uti dominus degli appalti e degli affidamenti per la costruzione delle più importanti opere pubbliche in corso di realizzazione e/o progettazione nella città“.

Mario Del Mese

Mario Del Mese

E “un ruolo assolutamente centrale nell’ambito di tale comitato” sarebbe rivestito da Mario Del Mese con la sua Ifil. Difatti, il procedimento penale 3837/12 è nominato Mario Del Mese + altri.

Questo è quanto risulta dalle informative del nucleo di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Salerno, informative sgonfiate dagli stessi pubblici ministeri – prima – e dal gip – dopo – con la richiesta degli arresti domiciliari dei primi solo per tecnici ed imprenditori e con il rigetto delle misure del secondo, dopo due anni dalla richiesta avanzata dai sostituti procuratori.

La linea investigativa seguita ha portato la finanza di Salerno a descrivere un quadro di presunti intrecci politico-imprenditoriali, di cui la Ifil di Mario Del Mese avrebbe retto le redini. Una società, dicono gli investigatori, nata ad hoc come collettore di denaro, da cui poi sarebbero usciti fuori i soldi per pagare i biglietti in Lussemburgo a Piero De Luca, l’arredamento della casa di corso Garibaldi allo stesso Del Mese e il biglietto del treno per Massimo Ghini chiamato a presenziare al comizio elettorale di Vincenzo De Luca, candidato per la quarta volta sindaco a Salerno.

Massimo Ghini a Salerno

Massimo Ghini a Salerno

Spese, però, di gran lunga inferiori rispetto alle migliaia di euro transitate sui conti della Ifil nel giro di pochi anni. E, allora, dove sono finiti i soldi di questa società dichiarata fallita lo scorso anno con un procedimento per bancarotta fraudolenta che coinvolge lo stesso Del Mese e Piero De Luca?

I consulenti della consulente Ifil di certo non sono stati pagati. E il decreto ingiuntivo proposto dall’architetto Antonio Catena ne è la prova. In compenso, però, la Ifil ha sempre riscosso le sue parcelle. E quando il consorzio Soledid ha mancato un pagamento, il nipote dell’ex democristiano Paolo non ha esitato a chiederne la riscossione.

Il 29 marzo 2012, la Ifil deve avere circa duemila euro dal consorzio di Antonio Ferrara per aver prestato la sua consulenza nell’acquisto degli arredi interni della Cittadella giudiziaria di Salerno. Arredi che non sono ancora arrivati: mancano 13 milioni di euro di finanziamento.

Le segretarie delle due società – Ifil e Soledid – si sentono al telefono per accordarsi sul pagamento. La Ifil riesce a strappare al consorzio un bonifico di mille euro e un prospetto con le scadenze del resto delle somme da riscuotere. Mario Del Mese sembra soddisfatto, ma ribadisce alla sua segretaria che c’è bisogno dei titoli. “Con i titoli, con i titoli“, ripete l’imprenditore che, dalle indagini della finanza, è risultato sconosciuto al fisco e all’Agenzia delle Entrate.

Il consorzio Soledid, di recente, si è anche aggiudicato l’appalto dei lavori di ristrutturazione del conservatorio Umberto I a Salerno.

Quando riceve la notizia del bonifico, Mario Del Mese è a Milano. Sicuro non ci sarà andato con l’Audi Q5: l’auto è, per gli investigatori, un altro indizio che mette il titolare della Ifil al centro dell’inchiesta su piazza della Libertà e del presunto “comitato politico-affaristico“.

L’Audi Q5 appartiene alla Esa costruzioni, che lavora a piazza della Libertà. Quindi ai fratelli Esposito. Però, l’auto viene usata da Mario e da suo padre: gli investigatori lo seguono e lo intercettano. Le contravvenzioni, però, arrivano alla Esa e i fratelli Esposito pagano.

Il 14 aprile 2010, l’Audi è parcheggiata in seconda fila in via Roma, al civico 232, vicino al Comune di Salerno. La sanzione è di 51 euro. Il 6 maggio 2010, l’Audi entrava in una zona a traffico limitato. Era a Roma, in via Crispi (varco numero 23), nei pressi di Montecitorio. Sanzione di 85 euro.

Il 3 aprile 2010, a Salerno, in via Arturo De Felice, l’auto occupava un posto riservato ai disabili. Sanzione: 263 euro. Venti giorni dopo, si beccava un verbale per eccesso di velocità dalla polizia stradale di Benevento lungo l’autostrada Napoli-Milano, in un comune in provincia di Caserta. Sanzione: 217 euro. Nel Comune di Nola, invece, il 22 aprile 2010, altro verbale da 380 euro.

Una mannaia, questa Audi, per i fratelli Esposito che, ad un certo punto, discutono tra di loro nel tentativo di venderla. Gli affari, però, a piazza della Libertà vanno avanti, il tetto del vecchio pastificio Amato è stato demolito e c’è la speranza di aggiudicarsi anche i lavori dell’ex area mercatale di via Piave. E L’Audi non viene venduta.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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