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L'ordinanza di custodia cautelare
L'ordinanza di custodia cautelare

Mazzette al Ruggi, i bonifici per gli interventi chirurgici finiti sul conto della Fondazione americana di Fukushima

Il sistema delle mazzette al Ruggi di Salerno funzionava così: i pazienti costretti ad essere sottoposti ad interventi chirurgici delicati, anzichè pagare i 60.000 euro richiesti dalla casa di cura “Fukushima Brain Institute” di San Rossore (Pisa), potevano essere operati all’ospedale pubblico di Salerno a prezzi scontati.

Ventimila euro era la tariffa standard, di cui, però, poco più di 3.500 finiva in dollari sul conto della Fondazione dell’Università del North Carolina, riconducibile al neurochirurgo giapponese Takanori Fukushima, con la causale di “consulenza neurochirurgica“.

A consigliare il trasferimento era il dottore Gaetano Liberti, allievo di Fukushima, che smentì la notizia di una presunta visita medica che il giapponese avrebbe fatto a Papa Bergoglio.

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Al Ruggi di Salerno c’era un secondo allievo, il primario di neurochirurgia Luciano Brigante, ma il medico non sarebbe stato affatto autorizzato ad operare in intramoenia.

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Così come Fukushima non sarebbe stato autorizzato dalla direzione generale del Ruggi ad operare a Salerno. Nè lui nè tantomeno il suo primo allievo Liberti.

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Eppure medici e pazienti del Ruggi hanno confermato agli inquirenti di aver visto spesso il giapponese all’interno della sala operatoria. E per questo motivo cominciavano a “circolare voci” sul denaro richiesto per accorciare i tempi delle liste d’attesa.

A Salerno arrivavano pazienti dalla Sardegna, dalla Toscana e dalla Lombardia. E per mettere a tacere quelle voci, il primario Brigante aveva parlato così ai suoi pazienti di Cagliari: “Vi prego di mantenere il riserbo più assoluto sul nostro accordo economico per l’esecuzione dell’intervento, perchè già gira voce nel reparto che io prendo i soldi dai pazienti per fare interventi in ospedale…nel caso qualcuno dovesse chiedere se vi ho chiesto soldi, mi raccomando di negare, altrimenti credono che facciamo intrallazzi ed evitate di dire anche agli infermieri il luogo della vostra provenienza, altrimenti può sembrare strano che da Cagliari venite a fare l’intervento a Salerno“.

Il cagliaritano, che ha un tumore al cervello, viene sottoposto ad intervento. Ma quando il decorso post operatorio si complica – fino a provocarne la morte – entra in gioco il pisano Gaetano Liberti, a cui un parente del paziente invia un sms, accusandolo di “aver abbandonato del tutto il paziente“.

Questa è la risposta di Liberti:

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Fukushima non compare mai nei momenti di crisi, del resto la strategia era già stata studiata a tavolino con Brigante ed altri medici del Ruggi di Salerno. E’ un testimone a riferire quanto ascoltato agli inquirenti:

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Ma tutto ciò non basta a far finire ai domiciliari anche il medico giapponese, che sfugge alla richiesta del pubblico ministero perchè vive in America e perchè, con gli allievi fuori uso perchè arrestati, non potrebbe più commettere altri reati.

Tuttavia il gip, che lo grazia, gli riconosce un “ruolo fondamentale” nel sistema Ruggi fatto di mazzette per eludere le liste d’attesa e di collette promosse da un sacerdote pur di salvare la vita ad un paziente. Completamente ignaro che i soldi finissero per rimpinguare le casse di una casa di cura privata italiana e di una Fondazione dell’Università americana, entrambe nate sotto l’egida dal super chirurgo giapponese.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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