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L'arresto di monsignor Scarano
L'arresto di monsignor Scarano

Monsignor Scarano, la condanna di Malangone aggrava la posizione del sacerdote

Nessuna buona notizia per monsignor Scarano, a processo per riciclaggio e corruzione a Salerno e Roma.

Carmine Malangone, l’imprenditore di Pontecagnano, che aveva chiesto il giudizio abbreviato dopo il suo coinvolgimento nel cambio di contati e assegni circolari versati poi al fondo per anziani dello Ior intestato a Nunzio Scarano, è stato condannato a un anno e dieci mesi per concorso in riciclaggio.

La condanna di Malangone pesa come un macigno sul processo che si sta svolgendo a Salerno e che vede l’ex funzionario Apsa l’imputato principale di un giro di denaro che ha coinvolto 50 persone per estinguere un mutuo di quasi 600.000 euro.

Determinante per la decisione del gip di Salerno, Renata Sessa, sembra siano state le dichiarazioni dell’ex commercialista di monsignor Scarano, Tiziana Cascone, che avrebbe rivelato l’esistenza di due operazioni messe a segno dagli imprenditori di Pontecagnano. Ognuna di 40.000 euro.

Operazioni che, pare, abbiano portato anche al fallimento della società dei Malangone, su cui tra l’altro sta indagando la Procura di Salerno per una eventuale ipotesi di bancarotta fraudolenta.

E nulla esclude che quest’ultima inchiesta possa avere collegamenti con il circuito di denaro messo su da monsignor Scarano.

Il sacerdote, di recente, è finito anche in una inchiesta per usura che avrebbe peggiorato le sue condizioni psichiche, così come più volte ha sottolineato la difesa in aula, ottenendo la scarcerazione di monsignor Scarano dopo più di un anno di domiciliari.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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