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Giuseppe Amato jr
Giuseppe Amato jr

Nessuno tocchi Giuseppe Amato jr

A Salerno, Giuseppe Amato jr lo conoscono tutti: nel bene e nel male la sua famiglia blasonata ha fatto la storia di una città e di un Paese.

Io, Peppino l’ho conosciuto nelle carte dei magistrati. Non ho mai mangiato, bevuto o viaggiato con lui come, invece, hanno fatto tanti altri a Salerno.

Io, Peppino l’ho conosciuto nell’interrogatorio di quel nonno di cui porta lo stesso nome. Quel nonno che, alla vigilia del baratro di un’azienda e di una famiglia, non esitò a individuare nel nipote il vero e solo responsabile di quello che poi sarebbe stato il fallimento economico del pastificio e il fallimento morale di chi intorno a quell’azienda ha coltivato consensi e agi che altrimenti non si sarebbe potuto permettere.

Io, quel nonno (attaccato al titolo di Cavaliere) l’ho visto la prima volta alla cerimonia del cambio della guardia della Capitaneria di Porto di Salerno. Era settembre 2012. E mentre Giuseppe Amato senior faceva il suo ingresso trionfale tra le autorità civili, religiose e politiche che non smettevano di ossequiarlo, Giuseppe Amato jr scontava i suoi primi giorni di carcere.

Ovvio, potrebbe pensare qualcuno, visto che siamo in una città dove tutti hanno contribuito a nascondere la polvere sotto una grande tappeto rosso e a dividersi tra l’indifferenza e la calunnia di fronte a quei pochi che cercano di sollevare giorno dopo giorno un piccolo lembo di quella stoffa.

Assurdo, ho pensato io, che questo potesse accadere in una famiglia.

Io, Peppino l’ho incontrato la prima volta lo scorso dicembre, indaffarato a rilasciare interviste e a riprendersi la sua vita.

Poi le cose sono andate come sono andate e la cronaca si è mostrata indifferente alle storie personali.

Ora però Peppino è un uomo libero che ha scontato tutto ciò che aveva da pagare e ha diritto a riprendersi la sua vita, lontano dai riflettori e dalle storie raccontate sul suo conto.

Ci sono tante storie da scrivere su Salerno. I protagonisti di queste storie si possono incontrare su quel tappeto rosso, con i piedi inchiodati bene a terra per evitare che possa saltar fuori un po’ di polvere.

Giuseppe Amato jr è fuori dal tappeto. Lui, il suo tappeto l’ha sbattuto forte e la sua polvere l’ha data in pasto a chi lo ha difeso e a chi lo ha accusato. E tutto questo può bastare a far calare il sipario su di lui.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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