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Sponsor Lavoro.Doc nel match Italia-Portogallo
Sponsor Lavoro.Doc nel match Italia-Portogallo

Pastificio Amato, la società che ne chiese il crac è accusata di evasione fiscale

Chi la fa l’aspetti, e chi è stato il fautore del crac del pastificio Amato adesso si trova al centro di un’inchiesta per evasione fiscale.

Parliamo di Lavoro.Doc, una società di Pontecagnano Faiano che nel 2010, insieme alla Natana.Doc presentò istanza di fallimento contro il pastificio perchè entrambe vantavano un credito di 60.000 euro.

Pastificio Amato

Pastificio Amato

Quel credito poggiava su un certo numero di lavoratori che la società picentina aveva fornito all’opificio salernitano che, però, non aveva saldato il conto.

E a quel diritto fatto valere nei confronti degli industriali della pasta al punto da decretare il crac Amato, sembra che non sia stato corrisposto il dovere di pagare le tasse.

In compenso, però, quella capacità degli Amato di elargire sponsor in giro per il mondo, l’ha ereditata anche la Lavoro.Doc, tanto che il suo logo è stato in bella vista allo stadio di Ginevra durante l’amichevole Italia-Portogallo, dopo essere apparso sulle divise della squadra di pallavolo di Pontecagnano.

Ma cos’è la Lavoro.Doc? A Pontecagnano Faiano la conoscono tutti come la società che trova posti di lavoro e, infatti, così è. Ma al di fuori dei confini comunali, finora è passata inosservata.

Eppure ci troviamo di fronte ad una società per azioni, costituita nel 2003, che conta ben 1.370 dipendenti, un amministratore delegato, 9 soci e 11 sedi dislocate in tutta Italia: da Osimo (provincia di Ancona) ad Avellino, Bari, Catania, Napoli, Prato, Parma, Pomezia, Trapani, Gallarate e Vicenza.

Amministratore delegato da poco più di un mese è Sergio La Rocca: a lui il compito di gestire un capitale sociale di 4 milioni di euro. La Procura di Salerno, però, sostiene che il vero amministratore sia in realtà Giovanni Attanasio.

Ma chi ha versato tutti questi soldi?

Socio di maggioranza è la Domus.Doc srl, proprietaria di 200.000 azioni per un valore di 2 milioni di euro. L’altra metà è suddivisa tra giovani imprenditori: a parte una donna di 51 anni , il più anziano ne ha 43, il più giovane 26 e gli altri si aggirano tra i 28 e i 30 anni.

Sono giovani rampolli che dispongono di un capitale che va dai 100.000 ai 300.000 euro da investire in una società che fornisce lavoro a gente che forse di anni ne ha più di loro.

Sono giovani rampolli che appartengono a vecchie famiglie di costruttori di Pontecagnano, come i Bisogno e gli Erra, e altri – anzi altre perchè sono donne – che sono moglie e figlie di chi a Pontecagnano chiamano “o giurnalaio“.

Eccolo qui Giovanni Attanasio, un uomo di mezza età che dagli anni Novanta in poi ha costruito una fortuna, ma il cui nome non compare ufficialmente in nessuna società. In compenso nella Lavoro.Doc ci sono sua moglie che detiene 660.000 euro di azioni e le sue due figlie che insieme posseggono 60.000 azioni per un valore di 600.000 euro.

Anche nella Domus.Doc alcuni soci sono gli stessi che compaiono nella Lavoro.Doc. Quindi i proprietari sono ben delineati, sempre giovani, ricchi e col fiuto per gli affari. Affari che li portano a girare tutta l’Italia.

Picasso

Picasso

Un patrimonio quello della spa di Pontecagnano che supera di certo gli 8 milioni sequestrati dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Salerno. E che comprende quadri di Picasso, Monet e Gauguin (ancora da valutarne l’originalità).

E non solo. Sono state ritrovate anche opere di Goya, Dalì, Matisse e Modigliani, corredate da certificazioni ma che comunque saranno sottoposte ad expertise e stima del valore.

Come per Amato Re, anche Giovanni Attanasio era titolare e gestore di un trust (finito sotto sequestro), dove erano state conferite partecipazioni societarie e beni immobili per  un valore di 700.000 euro.

E come gli Amato, anche l’imprenditore picentino si era lanciato in un affare immobiliare, tanto da realizzare una lottizzazione di appartamenti in via Cavalleggeri, sequestrata anni fa dalla magistratura e poi liberata dai vincoli.

Gauguin

Gauguin

Ma la rete imprenditoriale di Attanasio, paradossalmente ha superato quella della famiglia dei pastai salernitani. I finanzieri hanno scoperto cinque società collegate alla Lavoro.Doc, attive in molti settori: da quello immobiliare all’impiantistica, alla produzione e vendita di pane e prodotti di panetteria, alla vendita di prodotti di profumeria, alla pulizia della persona e della casa.

Per il pm di Salerno, Gugliemo Valenti, ‘o giurnalaio di Pontecagnano sarebbe titolare anche di alcuni bar, di cooperative di facchinaggio e società di movimento merci.

Chi la fa l’aspetti, ma forse Attanasio non si sarebbe mai immaginato di diventare popolare quanto gli Amato. In fondo aveva chiesto solo la restituzione di un credito. Un credito minimo rispetto a quello che ora gli chiede lo Stato.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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