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Piazza della Liberta (foto figli delle chiancarelle)

Piazza Libertà come il Crescent: ora c’è il sequestro preventivo. Nove indagati per rovina di costruzioni

Fine. Piazza della Libertà, dove il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca disse di voler spargere le sue ceneri, non si farà. Il sequestro probatorio, disposto dalla gip Vito Di Nicola per consentire ai periti della procura di effettuare l’incidente probatorio dopo il cedimento del settore 2, è diventato preventivo. Così come è stato per il Crescent che affaccia sulla piazza.

Questo significa che bisognerà ricorrere al Tribunale del Riesame per ottenerne il dissequestro. Ma chi ha interesse a farlo? La Esa costruzioni che ha vinto l’appalto? La ditta di Nocera Inferiore ha risolto il contratto con il Comune di Salerno per una questione legata all’interdittiva antimafia e gli operai sono stati mandati a casa. Potrebbe farlo il Comune di Salerno allora, ma i tempi sono lunghi e i costi giudiziari graveranno sui 30 milioni (+ 12 per la pavimentazione) sborsati finora per la realizzazione di una piazza che è crollata prima di essere terminata definitivamente.

In più c’è un’inchiesta che coinvolge nove persone: il progettista Vincenzo Nunziata, i titolari della Esa, Enrico Esposito e Gilberto Belcore (indagati anche nel crac Amato), i direttori dei lavori a cui la Lotti associati ha dato mandato, Paolo Baia e Marta Santoro, l’ingegnere Marcello Colasanti, il direttore operativo delle strutture Sergio Delle Femmine, e i dipendenti comunali Massimo Della Casa (collaudatore statico) e Antonio Ragusa (responsabile del procedimento). Tutti sono indagati per rovina di edifici e costruzioni e per aver avviato i lavori senza l’autorizzazione antisismica.

E poi esiste la relazione del super perito Nicola Augenti che ha attribuito a un errore di calcolo il crollo, ma ha parlato anche di “discontinuità nei getti di calcestruzzo cementizio con i quali è stata realizzata la soletta dell’impalcato di copertura”. Ha denunciato le visite organizzate dal sindaco “in assenza di prove di carico”, il mancato deposito del progetto strutturale al Genio Civile e la variante da 8 milioni, che compare anche nell’inchiesta per corruzione di De Luca e figlio. Fine. E se tale non è, ci manca poco.

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