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Piazza della Libertà: terza inchiesta. Indagati De Luca, la giunta, costruttori e direttori dei lavori. Accuse di falso in atto pubblico, peculato e turbativa d’asta

Piazza della Libertà: prima il crollo, poi lo smaltimento illecito di rifiuti e infine la variante da otto milioni circa in corso d’opera per la “sorpresa geologica“.

La variante del 16 febbraio 2011 è il perno principale della terza inchiesta su piazza della Libertà, l’opera tanto desiderata dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che adesso però sembra ritorcersi contro.

Il pm è Antonio Cantarella, gli indagati sono 22 e le accuse vanno (a vario titolo) dal falso in atto pubblico alla turbativa d’asta, fino al peculato.

Vincenzo De Luca, il suo vice Eva Avossa e gli assessori Alfonso Buonaiuto, Luca Cascone, Mimmo De Maio, Augusto De Pascale, Ermanno Guerra, Enzo Maraio e Franco Picarone sono accusati di falso in atto pubblico, perchè hanno approvato la variante che ha stanziato ulteriori otto milioni di euro per affrontare alcuni “imprevisti“.

Gli imprevisti sono quelli che la direzione dei lavori e il responsabile del procedimento avevano chiamato “sorpresa geologica“, cioè la presenza di acqua nel sottosuolo. Al di sotto della piazza scorre il torrente Fusandola (deviato), che ha proprio di fronte la sua foce a mare.

Prima della delibera di variante, Lorenzo Criscuolo, il responsabile del settore Opere e Lavori pubblici del Comune, Domenico Barletta, il dirigente Antonio Ragusa, il direttore dei lavori Paolo Baia e il tecnico Sergio Delle Femine, avevano ritenuto di dover “potenziare le misure di impermeabilizzazione delle strutture interrate” e di introdurre il sistema “well points” (con annesso sistema di riduzione della velocità di smaltimento delle acque di falda). Anche perchè, scrivevano, sarebbero stati “rinvenuti elementi strutturali anche armati da demolire“.

La procura, invece, avrebbe accertato che il sistema “well points” era in esecuzione già da dicembre 2009, mentre la demolizione sarebbe stata già ultimata prima dell’approvazione della variante”.

Anche i tecnici, quindi, rispondono di falso in atto pubblico. E non solo. Ragusa, Baia e Delle Femine sono accusati anche di aver falsato gli Stati di avanzamento dei lavori, insieme ai due costruttori della Esa (ditta appaltatrice), Enrico e Armando Esposito. Marta Santoro e Antonio Fiengo avrebbero falsato anche i Sal sulla fornitura della pavimentazione.

Anche le gare, dice la procura, sarebbero state turbate: sia quella per la realizzazione del “Fronte Mare-Area e Piazza S. Teresa“, comprendente parcheggi e spiaggia, sia quella relativa alla posa in opera della pavimentazione.

Sono indagati per turbativa d’asta Alberto Di Lorenzo (capo staff del sindaco), i costruttori Esposito e Gilberto Belcore, Salvatore De Vita, e i dirigenti Barletta, Criscuolo e Ragusa.

Infine c’è il capitolo sul presunto peculato, che coinvolge di nuovo tecnici, costruttori e anche Patrizia Lotti (della Lotti associati), a cui sarebbe stato liquidato un compenso per un progetto strutturale “non redatto dalla Lotti”.

Barletta, Ragusa, Baia, Delle Femine avrebbero riconosciuto alla Esa somme di denaro per lo smaltimento delle acque di falda. I beneficiari sarebbero stati gli Esposito e Belcore, che sarebbero stati pagati anche per il conferimento in discarica delle terre e delle rocce da scavo.

La Esa, insomma, avrebbe beneficiato di quegli otto milioni previsti dalla delibera per la variante al progetto.

Ma i soldi dove sono finiti? Sicuro non nei conti della ditta di Nocera Inferiore, altrimenti i finanzieri ne avrebbero trovato traccia e l’impresa non sarebbe fallita.

Una seconda sorpresa? Geologica non di certo, visto che quella c’è già stata ed è rimasta anche impigliata nelle trame della giustizia.

Le acque del Fusandola continuano a sfociare a mare. Così come la terza inchiesta sulla piazza crollata, sequestrata e incriminata sembra proiettata a nuovi risvolti.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati