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Piero De Luca
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Piero De Luca, dallo studio Clarizia alle consulenze per Lettieri ed Amato prima di “emigrare” in Lussemburgo

Non mi manda papà”, dice il figlio. “I miei figli lavorano fuori, lontano da Salerno”, aggiunge il padre. Piero De Luca, intervistato da Il Mattino, qualche settimana fa, ha parlato del peso che si prova ad essere figlio del sindaco. Da qualche giorno, il rampollo del viceministro è stato eletto tra i delegati salernitani in quota Renzi all’assemblea nazionale del Pd. Vincenzo, suo padre, ha consegnato al nuovo segretario democrat una vittoria bulgara a Salerno. Ma la politica non dovrebbe confondersi con il lavoro, tanto che Piero è da anni referendario della Corte di Giustizia in Lussemburgo.

Prima, però, è stato per anni a Roma, nello studio dell’amministrativista Clarizia, studio che oggi difende il Comune di Salerno nel ricorso al Consiglio di Stato contro il Crescent. Era il 2008 e Piero fatturava 18 mila e 360 euro alla società fallita Antonio Amato Molini & Pastifici spa. I finanzieri hanno trovato la fattura durante le perquisizioni della sede del pastificio salernitano. Piero, l’avvocato “dal cuore d’oro” come lo definì Il Giornale, non incassò l’intera somma, ma appena 8.000 euro. Perchè, gli chiedono i finanzieri che, a giugno 2012, lo sentono come persona informata sui fatti? “Non ho ritenuto opportuno, per ragioni di correttezza e professionalità, intraprendere alcuna azione diretta a recuperare l’importo della fattura non pagato”. Poi, a processo Amato iniziato e a patteggiamenti confermati in Cassazione, scoppia l’altra inchiesta: quella che vede indagati padre e figlio per corruzione dopo alcune dichiarazioni dell’ex direttore del pastificio, Peppino Amato jr. Ma questa è un’altra storia su cui gli investigatori stanno ancora lavorando.

Torniamo al lavoro. Nel 2004, l’avvocato Piero De Luca ottiene una consulenza di sei mesi per un importo di 7.250 euro. Da chi? Dalle Manifatture Cotoniere Meridionali di Gianni Lettieri, l’ex presidente di Confindustria Napoli, molto amico di suo padre Vincenzo e assolto, insieme al sindaco, dalle accuse di falso e truffa relative alla delocalizzazione dello stabilimento di Fratte. Due anni dopo, per tutto il 2006, Piero elargisce una seconda consulenza per un totale di 7.818 euro. Il suo datore di lavoro è ancora una volta Lettieri. I lavori di riqualificazione a Fratte non partono ancora, la palazzina Liberty resta abbandonata a se stessa e Piero De Luca sta per partire alla volta di Lussemburgo. Il peso del cognome lo costringe a stare lontano. Ma non troppo.

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