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Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

Regionali Campania, vincono De Luca e gli impresentabili

In Campania ha vinto l’impresentabile Vincenzo De Luca. Ha vinto contro Stefano Caldoro. Ha vinto contro la commissione Antimafia di Rosy Bindi, ma soprattutto ha vinto contro un Pd silente, confuso e spaccato.

Con De Luca hanno vinto altri impresentabili. I dati non sono ancora definitivi, ma il quadro è ormai già quasi tutto delineato.

A Napoli il Pd fa incetta di voti con Mario Casillo, consigliere uscente rinviato a giudizio per peculato nel processo sui rimborsi elettorali. Ad Avellino, invece, il più votato è stato Carlo Iannace della lista De Luca Presidente, sotto processo per truffa in una storia di interventi estetici rimborsati come oncologici.

A Salerno, che si conferma roccaforte determinante della vittoria del sindaco decaduto nonostante una flessione del quasi 13% nell’affluenza al voto, la lista degli impresentabili è più lunga.

Si comincia col Pd dove il podio se lo contendono Franco Picarone (a processo per abuso d’ufficio e lottizzazione abusiva nella storia del Crescent), Tommaso Amabile (coinvolto in una inchiesta su una presunta violazione delle norme antiriciclaggio e su conti gonfiati alla Bcc di Fisciano), con Anna Petrone (imputata nel caso Rimborsopoli) che resta a guardare.

Le liste civiche De Luca Presidente e Campania Libera, in attesa della ripartizione dei seggi, lanciano Luca Cascone (a processo per i Crescent) e Nello Fiore, presidente dell’Asis e finito anche lui nel maxi processo sul palazzone di Bofill.

Mentre il Psi consegna la vittoria all’ex assessore di Salerno, Enzo Maraio, trascinato anche lui nel mega procedimento.

Lo sconfitto Stefano Caldoro siederà tra i banchi dell’opposizione con Armando Cesaro (FI), figlio del deputato “Giggino ‘a Purpetta” finito nell’inchiesta su presunti legami camorristici nelle imprese di famiglia.

Probabilmente ci saranno anche Sandra Lonardo in Mastella (coinvolta nelle principali inchieste sulla sanità a Benevento) e Alberico Gambino, ex sindaco di Pagani, condannato in secondo grado per peculato e in primo grado per violazione privata (ma assolto dall’accusa di camorra).

In attesa dei dati ufficiali, De Luca vince su tutti ma la sua vera battaglia comincia ora. La zavorra della sospensione della Legge Severino è adesso più reale e concreta che mai.

Il nuovo governatore ineleggibile avrà certamente le sue carte giuridiche da giocarsi, ma niente è scontato se non la delusione di vedere la poltrona a pochi passi senza poterla toccare. Almeno per il momento.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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