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Salerno, Caso Crescent: assolto Rainone senior

Aldo Rainone è innocente.

Con la telefonata di minaccia al titolare della Cogefer, la ditta che in un primo momento si era aggiudicata i lavori di realizzazione del Crescent, non c’entra niente il padre dei costruttori Eugenio ed Elio.

Il gup di Salerno, Sergio De Luca, ha assolto Rainone senior per con aver commesso il fatto. Lo ha deciso nel corso di un giudizio abbreviato chiesto dalla difesa di Aldo, l’avvocato Agostino De Caro, che lo ha tenuto fuori dal maxi processo sull’edificio di Bofill.

Del resto, gli stessi pubblici ministeri Rocco Alfano e Guglielmo Valenti, durante la fase delle indagini, non avevano scoperto chi si fosse nascosto dietro quella telefonata che, da sola, era bastata ad imputare a Rainone sr l’accusa di turbativa d’asta.

“Pronto”. “E’ lei Salustro? Abita a Cento in via….numero…? Ha due figli? Se ci tiene non venga più a Salerno“: parole queste riportate da Corrado Salustro della Cogefer agli inquirenti quando lo hanno ascoltato durante la fase delle indagini sul Crescent.

Telefonata a cui non era seguita alcuna denuncia ufficiale, sebbene lo stesso Salustro avesse incontrato – in via informale – l’allora comandante provinciale del nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri di Salerno.

Telefonata, tra l’altro, di cui non si è neanche potuto recuperare la registrazione, dal momento che il costruttore di Ferrara si trasferì con gli uffici e cambiò il sistema di registrazione, così come dichiarò agli inquirenti il 30 gennaio 2012 (http://www.angelacappetta.it/index.php/crescent-richiesta-di-rinvio-a-giudizio-per-de-luca-e-company-mentre-salustro-cogefer-svela-i-dettagli-della-telefonata-minatoria).

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

 

 

 

 

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