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Provincia di Salerno

Salerno, Cpl Concordia e Provincia: 17 milioni per il metano nelle scuole

Tra giri di mazzette, viaggi gratis e acquisti di vini e libri importanti, la Cpl Concordia riscalda tutte le 152 scuole secondarie della provincia di Salerno.

Il 25 settembre 2014, i pm di Napoli, che non sono riusciti a provare il ruolo di intermediatore all’ex parlamentare Pdl Pasquale Vessa, definito il referente politico del colosso del gas a Salerno che resta comunque fuori dalle indagini, inviano a Palazzo Sant’Agostino gli uomini della polizia giudiziaria per scavare nelle carte che tre anni prima hanno portato alla sottoscrizione della convenzione con la Cpl Concordia di Roberto Casari e Francesco Simone.

Gli inquirenti ascoltano il dirigente del settore patrimonio scolastico, l’architetto Catello Bonadia, e il capo servizio Impianti tecnologici, l’ingegnere Antonio Colucci.

L’ingegnere fu responsabile del procedimento che portò all’affidamento del servizio alla cooperativa incriminata.

La ricostruzione degli inquirenti comincia il 9 settembre 2011 con una nota ricevuta da Colucci a firma del dirigente provinciale Lorenzo Criscuolo,  che chiedeva una relazione sulla validità e la congruità dei costi dell’offerta presentata dal Consorzio Nazionale Servizi (di cui fa parte la Cpl Concordia) pari a 20.655.641,65 euro.

Sia Colucci che Criscuolo chiedono al CNS di riformulare l’offerta, perché non gli edifici scolastici provinciali hanno architetture diverse.

Il CNS scende a 17.168.545,69 euro (iva esclusa), pari ad un canone annuo di euro 2.452.649,38 (più iva) per sette anni a decorrere dal dicembre 2011, e il 16 novembre 2011 la giunta Cirielli approva la proposta.

La polizia giudiziaria confronta l’offerta con i costi di gestione della Provincia e si accorge che c’è una differenza di 300.000 euro: i costi cioè sono inferiori alla spesa che Palazzo Sant’Agostino avrebbe dovuto sborsare per rispettare la convenzione con la cooperativa del gas.

A quel punto, Colucci spiega: “ritengo che ci sia una convenienza in questi termini ovvero si deve tener presente che la Provincia di Salerno gestisce circa 152 edifici scolastici, distribuiti su di un territorio vastissimo, con scarsezza di personale anche qualificato e di mezzi e che quindi diventerebbe oneroso i continui interventi urgenti previa progettazione, perizia, denuncia, affidamento dei lavori stessi e perciò la convenienza va vista in questi termini attesa la debolezza organizzativa dell’amministrazione in genere, oltre che, come già ho detto, la convenienza di avere impianti non più a gpl o gasolio bensì funzionanti a metano.”.

L’architetto Bonadia conferma la tesi dell’ingegnere Colucci.

E così il contratto resta e le scuole medie e superiori di Salerno sono ancora riscaldate dal metano della Cpl Concordia, sporcato da presunte mazzette e giri di denaro tra Tunisia e San Marino nascosti nei passeggini dei bambini.

E così sarà per i prossimi tre anni.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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