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L'interno del Comune di Salerno

Salerno, finanza al Comune per acquisire atti sul Consorzio Farmaceutico

I dati certi sono due. Il resto può essere affidato solo alla logica.

La prima certezza è che i finanzieri del nucleo di polizia tributaria sono stati al Comune di Salerno per acquisire alcuni atti.

La seconda è che i documenti consegnati dai vari uffici comunali – segreteria generale, ragioneria, legale – riguardano il Consorzio Farmaceutico, in cui convergono molti comuni della provincia.

Adesso entra in gioco la logica e la memoria, perchè altrettanto due sono le inchieste avviate dalla Procura di Salerno sulla gestione del consorzio.

La prima indagine vede a processo gli ex vertici: Antonio Monaco, Luigi Ferrara, Giuseppe De Luca, Antonio Fogliame, Bruno Di Nesta, Massimiliano Miranda e Rita Zenna. Per tutti l’accusa è di false comunicazioni in bilancio.

La seconda inchiesta porta la firma del pm Vittorio Santoro, conta sei indagati (l’ex presidente Salvatore Memoli, i consiglieri Giuseppe De Luca, Pierfederico De Filippis, Massimo Rotondi, Raffaele De Rosa e l’ex dg Rita Zenna) e ipotizza un presunto occultamento della reale situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’ente, attraverso una valutazione eccessiva del valore delle merci in giacenza.

Ora, anche la seconda inchiesta è arrivata alla fine, con l’avviso di conclusione notificato a tutti gli indagati. Quindi, la domanda è: perchè la finanza è tornata al Comune di Salerno per chiedere documenti su una vicenda che dovrebbe essere già chiara alla procura?

Verrebbero in mente le ultime sentenze della Corte dei Conti che, tra i rilievi mossi all’amministrazione De Luca, ha spulciato anche i conti delle società partecipate, consorzi compresi. Questa potrebbe essere una giustificazione.

C’è però un altro aspetto che emerge, legato ad un nome. Quello di Bruno Di Nesta, il giovane avvocato che del consorzio farmaceutico è stato prima consigliere e poi presidente, salvo poi lasciare la sede di via San Leonardo per trasferirsi a Palazzo Sant’Agostino come direttore generale voluto dal nuovo presidente della Provincia, Giuseppe Canfora.

La nomina di Di Nesta alla Provincia spinse l’ex presidente Edmondo Cirielli a chiedere un’ispezione amministrativo-contabile ai ministri dell’Economia, dell’Interno e per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione perchè convinto che la sua nomina fosse dipesa da eventuali rapporti di amicizia del giovane avvocato con il figlio del sindaco decaduto di Salerno, Vincenzo De Luca.

Cirielli però chiedeva che l’ispezione fosse destinata a Palazzo Sant’Agostino. Cosa c’entra allora il Comune? I dati certi, quindi, restano ancora solo due.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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