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Inaugurazione del cantiere di Porta Ovest
Inaugurazione del cantiere di Porta Ovest

Salerno Porta Ovest, i legami con la Tecnis e lo scandalo sugli appalti Anas

Salerno Porta Ovest è ancora sotto sequestro.

Il cantiere, destinato a creare il nuovo ingresso della parte alta di Salerno fino al mare, finisce inesorabilmente nelle carte d’inchiesta che riguardano i dirigenti Tecnis, Concetto Bosco Lo Giudice e Francesco Domenico Costanzo, coinvolti nello scandalo sugli appalti dell’Anas.

Ci finisce insieme agli altri lavori firmati dalla ditta catanese: dall’interporto di Catania all’anello ferroviario di Firenze, allo scalo di Ragusa e e all’ospedale San Marco.

Finora, dall’inchiesta salernitana, che a giugno scorso ha portato al sequestro del cantiere di Salerno Porta Ovest, erano emerse ipotesi di reato legate a una presunta incongruità del progetto rispetto al disegno originario, all’impiego di materiale diverso nell’esecuzione dell’opera e ad una deformazione delle sbarre di contenimento del calcestruzzo per il sostegno delle paratie che mantengono le gallerie fino a provocarne segni di cedimento.

Tra i sei indagati per crollo colposo c’era (e c’è tuttora) anche l’amministratore della Tecnis, Vincenzo Manganiello.

I fondatori della società, Francesco Domenico Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice, sono stati tenuti fuori dalle indagini. Così come non risulta a Salerno il coinvolgimento di un esponente del Pd, Luigi Meduri,sospeso dal partito dopo che i magistrati romani lo hanno definito un “oscuro faccendiere“.

Però, anche a Salerno, mettendo in ordine cronologica i fatti, i tempi della politica sembrano coincidere con quelli degli affari.

La Tecnis si aggiudica i lavori di Salerno Porta Ovest il 18 ottobre 2012 per un importo di 117 milioni circa di fondi pubblici, con la clausola temporale di consegnare l’opera entro dicembre 2015 (pena la restituzione dei soldi) imposta dall’Europa.

Il progetto preliminare fu approvato il 31 ottobre 2008 ed a vincere il concorso di idee fu lo studio di architettura Pica-Ciaramarra che, cinque anni dopo, ne denunciò lo stravolgimento.

Nel 2008, a Salerno, a capo dell’Autorità Portuale (committente dei lavori) c’era Fulvio Bonavitacola, ex parlamentare del Pd e attuale vicegovernatore della Campania nominato da Vincenzo De Luca, che approvò il progetto l’ultimo giorno del suo mandato prima di partire alla volta della Camera dei Deputati.

Nel 2008, a Roma, non c’era solo Fulvio Bonavitacola, ma anche Luigi Meduri che, da due anni, ricopriva il ruolo di sottosegretario alle Infrastrutture. Al Governo c’era Romano Prodi.

Il finanziamento milionario per Salerno Porta Ovest fu approvato proprio dal Governo Prodi, prima del blitz di Scilipoti e Di Gregorio che determinò la caduta del governo di centro-sinistra e l’avvio dell’inchiesta sulla compravendita dei senatori.

I terremoti politici romani non hanno mai influenzato l’avanzamento dei lavori nel cantiere di Salerno Porta Ovest, fino a quando, l’anno scorso è stato sequestrato l’impianto di calcestruzzo di Marinelli e a giugno scorso la Direzione investigativa antimafia ha posto i sigilli all’intera area.

Ma ora, le nuove rilevazioni della magistratura sugli appalti Anas e sugli affari della Tecnis lasciano presagire che nuovi approfondimenti toccheranno anche il cantiere salernitano.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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