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Salerno, sette arresti e 70 indagati per falsi matrimoni e figli venduti in cambio di soldi e permessi di soggiorno

C’eravamo tanto amati quanto basta per organizzare falsi matrimoni ed ottenere permessi di soggiorno regolari. L’amore corre sull’asse Salerno-Napoli-Varese. A spingere l’acceleratore è una donna di Battipaglia (Laura I., arrestata) con la complicità dei suoi tre figli (obbligo di dimora), di sua sorella, di sua nipote (domiciliari), di una napoletana (obbligo di dimora) e di un marocchino (un tale Mustapha, scampato alle indagini per decorrenza dei termini).

Laura reclutava donne italiane disposte in cambio di denaro a sposare marocchini e algerini, procacciati invece da Mustapha e disposti a pagare fino a 8.000 euro pur di contrarre matrimonio. All’agenzia matrimoniale, attiva almeno dal 2013, si rivolgevano anche donne russe e ucraine. Tanto Laura riusciva sempre a trovare un bel giovane disposto a sposarle per denaro.

Poi, una volta contratto matrimonio (con il rito civile) nel Comune di residenza del consorte italiano, ognuno dei due prendeva la sua strada: gli italiani andavano in banca a controllare l’accredito del denaro sul proprio conto corrente e gli extracomunitari si recavano in Questura esibendo il loro bel certificato di novelli sposi.

Spirito di solidarietà, nemmeno l’ombra: scrive il gip di Salerno Emiliana Ascoli che ha confermato l’indagine svolta dai carabinieri di Battipaglia con appostamenti ed intercettazioni. Ma denaro, solo denaro: senza soldi non si cantano matrimoni.

Lo dice chiaramente Gabriella, che Laura è riuscita a coinvolgere nel giro dei falsi matrimoni nonostante la ragazza vivesse in provincia di Varese. Lo sposo designato si chiama Amed che è disposto a pagare fino a 3.000 euro pur di coronare il suo sogno. Del permesso di soggiorno, non del matrimonio. Soldi che devono essere accreditati sulla postapay di Gabriella prima del fatidico sì.

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Nonostante i dubbi sulla sicurezza del metodo di pagamento, i soldi non sembrano arrivare. Quindi Gabriella è chiara al telefono con Laura: “Senza soldi non si fa alcun matrimonio“.

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Del resto, Gabriella è stata già “fregata” una volta in passato.

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Ma torniamo al Sud, dove l’amore sembra sbocciare davvero. Lei è Carmela, nipote di Laura, che ha sposato Rachid, da cui ha avuto due figli. Rachid, però, dopo qualche anno fa perdere le sue tracce e Carmela si consola con Farik. Dalla loro unione nasce una bambina. Ma Rachid ritorna in Italia e, pur di avere la proroga del permesso di soggiorno, riconosce la bambina come sua figlia naturale. La piccola però era stata riconosciuta anche dal vero padre naturale in cambio di 4.000 euro. Soldi che però Carmela dice non aver avuto e, al telefono, litiga con la zia.

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La donna dice che il fratello di Farikche io non lo conoscevo proprio” le avrebbe fatto vedere i wester union che avrebbe mandato. “Allora – dice – Farik stamattina mi deve portare i wester union“. La zia però non si trova con i conti. I suoi sono ben spiegati così

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La prima trance di 2.700 euro “li ha divisi lei (Carmerla, ndr) nel cesso” dell’ospedale il giorno della nascita della bambina e del finto riconoscimento: lo dice Laura a sua sorella, nonché madre di Carmela. “I figli li ha venduti lei“, aggiunge.

Laura, la signora dei falsi matrimoni, è in galera. Ha fatto sposare più di dieci coppie e ha racimolato altrettanti testimoni. I soldi li ha divisi tra tutti i suoi complici-collaboratori. Soldi di immigrati disposti a privarsi dei propri risparmi pur di rifarsi una vita in Italia.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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