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Vincenzo De Luca con Massimo Ghini
Vincenzo De Luca con Massimo Ghini

Termovalorizzatore di Salerno, polemiche e indiscrezioni sul processo d’appello per abuso d’ufficio di De Luca

Il processo d’appello sulla condanna per abuso d’ufficio rimediata da Vincenzo De Luca per la nomina del suo ex capo staff a project manager del termovalorizzatore di Salerno comincerà fra una settimana.

La prima udienza è fissata l’11 dicembre prossimo (con prosieguo il 18 e il 23). E già fioccano polemiche e indiscrezioni.

Cominciamo dalle prime. E parliamo di prescrizione.

Qualcuno ha già paventato il rischio che non si riesca ad arrivare alla sentenza di secondo grado. Pericolo scampato, perchè l’abuso d’ufficio contestato e riconosciuto a De Luca in primo grado è relativo a tre atti diversi emessi in tre date differenti.

Alberto Di Lorenzo

Alberto Di Lorenzo

Il primo provvedimento è l’ordinanza commissariale numero 4 del febbraio 2008, con cui l’allora commissario straordinario per la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno, Vincenzo De Luca, nomina Alberto Di Lorenzo project manager dell’opera. Prescrizione: 18 agosto 2015.

Il secondo è l’ordinanza numero 46 del 24 febbraio 2009, con cui l’ex sindaco di Salerno autorizza l’anticipazione di 180.000 euro a favore del gruppo di lavoro. Prescrizione: 24 agosto 2016.

L’ultimo risale al 17 marzo 2009 ed è la determina dirigenziale firmata dal rup Barletta (terzo condannato in primo grado) con cui viene liquidata la somma anticipata. Prescrizione: 17 settembre 2016.

Fatti due conti, dunque, il rischio è che non si arrivi eventualmente in Cassazione.

Veniamo quindi alle indiscrezioni e parliamo di collegio giudicante e sostituti procuratori generali.

Michelangelo Russo

Michelangelo Russo

Salvo rinunce, il presidente del collegio che deciderà sull’appello è Michelangelo Russo, il pm che durante la Tangentopoli salernitana fece arrestare il sindaco socialista Vincenzo Giordano per poi diventare procuratore aggiunto e vedersi additato come il “corvo” del Tribunale di Salerno, insieme al collega Luciano Santoro, nel periodo in cui Vincenzo De Luca – parlamentare Ds – rischiò tre volte l’arresto per vicende giudiziarie legate alla costruzione del parco marino (il processo SeaPark è ancora fermo al primo grado e continua solo perchè gli imputati hanno rinunciato alla prescrizione).

Era il 2006 e l’ex sostituto di Salerno, Filippo Spiezia relazionava al Csm su presunte richieste anomale ricevute da Russo. “Il collega, incontrandomi al bar, in occasione di una pausa pranzo, insomma ogni volta che lo incontravo per strada, mi sollecitava a ricevere queste persone che avrebbero dovuto rappresentarmi problematiche riguardanti un suolo nella zona industriale – spiegava -. Di fronte a questi ripetuti tentativi avvertii la collega Nuzzi (titolare delle indagini su De Luca; ndr) e il procuratore capo Apicella (…). Dissi poi a Russo che non avevo titolo a occuparmi di questa vicenda e non capivo le regioni per cui egli si rivolgesse a me. Nonostante ciò, Russo altre volte mi sollecitava all’incontro così, dopo aver avvertito la Nuzzi, gli dico che le persone potevano venire ufficialmente nell’’orario di ricevimento al pubblico. Quando li incontrai, dissi loro che dovevano parlare non con me ma con la Nuzzi. Una volta mi disse: Perché sai, io ho avuto dei problemi con lei per la presa in visione di alcuni fascicoli. Penso che in qualche modo tu possa aiutare Gabriella a capire bene queste vicende (…). La vicenda mi appariva sempre meno chiara, e in qualche modo avvertivo una sensazione, una condotta, che tendeva a strumentalizzarmi“.

Alfonso Pecorario Scanio

Alfonso Pecorario Scanio

Sedate le voci a Salerno in Tribunale, Russo parte per Roma alla volta del Ministero dell’Ambiente, dove diventa consulente del concittadino Alfonso Pecoraro Scanio, salvo poi tornare in “patria” e vedersi assegnata la presidenza di un collegio della Corte d’Appello, che adesso dovrà decidere proprio sul caso del termovalorizzatore di Salerno.

Michelangelo Russo è anche il fratello di Remo, per anni presidente del Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno, di cui il Comune detiene una quota anche oggi che è in liquidazione.

Se si è quasi certi del collegio giudicante (che dovrebbe essere composto a latere da Enzo Ferrara ed Elvira Castelluzzo), meno sicuri si è su chi ricoprirà il ruolo della pubblica accusa che, in primo grado, è stato di Roberto Penna.

Roberto Penna

Roberto Penna

La scelta (a sorte, ovviamente) potrebbe essere relegata tra tre sostituti procuratori generali: Pierina Consoli, Marilena Russo e Antonella Giannelli.

Polemiche ed indiscrezioni a parte, quello che conta è cominciare. E quello che più preme è terminare l’appello il 23 dicembre, prima di Natale ma dopo che il Tribunale di Napoli deciderà nel merito della sospensione della sospensione dettata dalla Legge Severino, facendo dimenticare semmai la brutta parentesi del caso Mastursi, delle presunte pressioni su Anna Scognamiglio e dell’ultima inchiesta per induzione alla concussione che travolge il governatore della Campania.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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