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L'area di Cupa Siglia
L'area di Cupa Siglia

Termovalorizzatore, il Mef bocciò il trasferimento di soldi

Inesistente, chiacchierato e portatore di condanne penali, il termovalorizzatore di Salerno è costato soldi e bocciature.

Oltre ai nove milioni spesi per espropri, gruppi di lavoro (tra cui i 20.000 euro lordi liquidati per la nomina di project manager silente e inventata di Alberto Di Lorenzo), consulenze esterne e progetti di studio e di fattibilità, il commissario straordinario Vincenzo De Luca aveva bisogno di altri soldi per completare la fase preliminare che poi avrebbe portato alla realizzazione concreta dell’inceneritore.

Alberto Di Lorenzo e Vincenzo De Luca

Alberto Di Lorenzo e Vincenzo De Luca

 

A chi chiedere i soldi se non al Ministero dell’Economia e delle Finanze?

Il Mef aveva già approvato il trasferimento di oltre un milione di euro dal fondo dedicato alle opere commissariate al conto corrente del Comune di Salerno. Erano i primi mesi del 2009 e l’amministrazione De Luca aveva provato di aver anticipato il denaro.

La seconda richiesta era più cospicua tanto da superare i 23 milioni. Ma il Mef la rigettò e vietò alla Banca d’Italia di attivare il trasferimento di denaro. Perchè?

Perchè nel secondo caso sarebbero mancate le prove di un anticipo di cassa da parte del Comune guidato dall’allora commissario De Luca.

La documentazione si trova all’interno del fascicolo che ha portato al processo e alla condanna per abuso d’ufficio del candidato governatore Pd, del suo ex capo staff Alberto Di Lorenzo e dell’ingegnere del Comune di Salerno, Domenico Barletta.

Ci sono altri atti depositati da un anno in Procura e riguardano gli espropri dell’area di Cupa Siglia dove sarebbe dovuto sorgere l’impianto e i milioni di euro sborsati per liberare i terreni. Ma questa è un’altra storia caduta finora nel dimenticatoio.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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