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Università di Salerno, inchiesta bis sui fondi alla facoltà di Ingegneria

Sull’Università di Salerno, già travolta da una mega inchiesta sull’uso dei fondi europei da parte del Dipartimento di Matematica, l’interesse dei magistrati non si arresta.

E nel campus universitario con oltre 500 posti letto e più di 200 unità immobiliari, voluto dall’ex rettore Raimondo Pasquino (ora in pole position per un posto nella giunta del governatore sospeso e riammesso Vincenzo De Luca), si aggira lo spettro della concussione.

Il secondo filone di indagini, partito dopo l’inchiesta madre che coinvolge il professore Saverio Salerno e borsisti, ricercatori e collaboratori, è già in una fase avanzata.

La Procura di Salerno ha chiesto il processo per Ciro D’Apice (professore  ordinario del dipartimento di Ingegneria dell’Informazione da novembre 2011 e membro del collegio di dottorato e delegato nella commissione Umi) e la segretaria del DIIMA Rosanna Manzo.

Entrambi sono accusati di aver incassato la metà dell’importo di tre progetti affidati a tre distinti ricercatori. In due anni – dal 2006 al 2008 – prof e segretaria avrebbero intascato 40.000 euro, giustificando il loro atteggiamento con una presunta consuetudine radicata nel mondo universitario.

Come a dire, la procedura è normale: all’Università le cose funzionano in questo modo, tanto trapela dalle carte dei magistrati.

I progetti incriminati sono due: Kaleidoscope  (definito una rete di eccellenza sull’e-Learning con l’obiettivo di integrare le numerose iniziative europee legate all’e-learning) e L&K – Learning & Knowledge sulle nuove tecnologie e i metodi di conoscenza.

Ciro D’Apice è lo stesso docente che compare nell’inchiesta principale sulla distrazione di fondi destinati alla ricerca scoppiata lo scorso anno all’Università di Salerno e conclusasi di recente.

Dal suo canto, l’Università ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti dei prof e di tutti coloro che compaiono in entrambe le inchieste.

I due procedimenti dovrebbero viaggiare in parallelo. O forse no. Ma questa non è matematica e quindi tutto può cambiare.

 

© Angela Cappetta Tutti i diritti riservati

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